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Pensioni Scuola. Le ultime novità



Pensioni Scuola. Le ultime novità
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Fonte: investireoggi.it

Fonte: investireoggi.it

Finalmente il governo butta là una proposta che non trova subito il parere contrario dei sindacati di categoria. Si tratta andare prima in pensione per alcune categorie ben definite senza il vincolo di restituzione dell’anticipo in 20 anni.

 

 

Questo è un terreno scivoloso che va ancora definitivo nei termini e nei limiti, ma che di fatto trova al momento il parere favorevole dei sindacati.

Ci stiamo battendo affinché l’Ape sociale sia a costo zero per i disoccupati di lungo corso, per chi svolge lavoro di cura assistendo un familiare disabile e per i lavoratori che svolgono mansioni particolarmente faticose, come operai del settore edile, insegnanti della scuola primaria e d’infanzia, alcune tipologie di infermieri, personale marittimo imbarcato, macchinisti ed autisti”. A dichiararlo è il sindacato confederale UIL all’indomani della dichiarazione del governo.

 

 

A breve dunque dovrà svolgersi un incontro per sottoscrivere il vero e proprio accordo. Ma chi del mondo ella scuola potrà usufruire di questo vantaggio?

 

 

 

Pensioni Scuola. Accordo Sindacati – Governo Alle Porte

 

 

 

Il nodo da sciogliere riguarda proprio i destinatari nel comparto scuola che potranno godere di questo beneficio; l’obiettivo dei sindacati è di estendere la possibilità anche agli insegnanti della scuola primaria e non solo a quelli dell’infanzia.

 

 

È innegabile che da parte loro i sindacati di categoria stanno lavorando da diverso tempo per modificare al meglio il sistema previdenziale, in generale e la prossima legge di stabilità dovrebbe vedere premiati questi sforzi.

 

 

Il mood con il quale i sindacati si presenteranno davanti al governo per discutere l’accordo sarà dettato dalla volontà di “individuare una soluzione per i lavoratori precoci, rendere non onerose le ricongiunzioni dei periodi contributivi, abolire strutturalmente la penalizzazione per chi va in pensione con 42 anni di contributi ed ha meno di 62 anni di età, semplificare l’accesso alla pensione per chi ha svolto lavori usuranti allargandone le maglie, equiparare la no tax area per tutti i pensionati, estendere la quattordicesima ai pensionati con redditi fino a 1.000 euro”.

 

 

La storia dell’anticipo però parte da più lontano e una mediazione tra le parti ha portato a far calare da 4 anni a 3 anni e 7 mesi tale soglia, considerando che con la Riforma Fornero l’età pensionabile era stata stabilita in 66 anni e 7 mesi.

 

 

Al momento questo aspetto va considerato ancora una sorta di esperimento che riguarderà solo i nati dal 1952 al 1954. Rimane però il nodo dell’anticipo e delle sue rate da sciogliere. Nel caso specifico degli insegnanti, la rata di ammortamento sulla pensione è definitiva in circa 200 euro al mese per 20 anni. Il 6% su base annua della pensione percepita. Una bella somma.

 

 

 

 

 

Fonte: tecnicadellascuola

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

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