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Polizia Penitenziaria: detenuti rossi, gialli e blu



Polizia Penitenziaria: detenuti rossi, gialli e blu
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Il 25 Novembre 2011 il Ministero di Giustizia ha introdotto la circolare num. 3595/6044 dal titolo “ Modalità di esecuzione della pena. Un nuovo modello di trattamento che comprenda sicurezza, accoglienza e rieducazione”.

Lo scopo di questa circolare è quello di regolamentare anche le modalità di custodia cautelare dei cosiddetti “detenuti comuni” ovvero coloro che rientrano nel circuito della media sicurezza. Questo circuito infatti era l’unico a non essere ancora correttamente disciplinato e rispondeva alle norme generiche previste all’interno degli istituti penitenziari.

Questa circolare ha cambiato il concetto di perimetro di detenzione, spostandolo dalla cella alla sezione e aumentando quindi la libertà di movimento del detenuto, che deve comunque sottostare a regole di comportamento precise.
Per poter usufruire di questo nuovo regime però è necessario valutare la pericolosità del detenuto o dell’imputato, classificandolo secondo un codice che ne indica il grado di affidabilità e che può essere bianco, giallo, verde o rosso. La classificazione per colore dipende anche dal tipo di reato e dalla condotta.

La polizia penitenziaria, direttamente interessata da questo cambiato piuttosto radicale, viene coinvolta in modo attivo, ricevendo, in base alla circolare, nella persona del comandante di reparto, il potere di ammettere un detenuto al reparto aperto, lasciando comunque la decisione definitiva all’equipe  guidata dal direttore dell’istituto penitenziario.
Sebbene questa circolare sia stata istituita anche nell’ottica di rieducazione dei detenuti, la polizia penitenziaria legge in questo provvedimento una sostanziale voglia di risparmio. Inoltre la polizia penitenziaria non nasconde la preoccupazione per l’ennesimo provvedimento che mette ulteriormente a rischio la loro incolumità, donando maggiore libertà ai detenuti.

Pur non essendo di principio contrari a questa circolare gli operatori di polizia penitenziaria sono preoccupati per la velocità di cambiamento prevista in questo provvedimento che non prevede politiche intermedie, ma un cambiamento radicale da un regime assolutamente rigido con regole precise a un contesto ben più dinamico che rende certamente più difficile e complessa la gestione dei detenuti.

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