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Polizia Penitenziaria. Sit-in e Proteste All’Orizzonte



Polizia Penitenziaria. Sit-in e Proteste All’Orizzonte
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Fonte: poliziadomani.it

Fonte: poliziadomani.it

Se c’è chi da un lato fa scandalo parlando di tortura e abbinandolo a un corpo come quello della polizia, dall’altro c’è chi si è sfufato e dice basta.

Basta all’indifferenza che denota la categoria da molti, troppi anni.

Stiamo parlando degli agenti di polizia penitenziaria, i fratelli minori del corpo di polizia dello stato. Quelli che tra gli altri fanno il lavoro più sporco e che per questo vengono spesso infangati senza motivo.

 

Per poter gridare a gran voce l’indignazione legata alle condizioni di lavoro che li costringono a rischiare la vita per uno stipendio indecente, Eugenio SARNO, Segretario Generale della UILPA Penitenziari, ha indetto una serie di “sit-in di protesta e sensibilizzazione in ogni luogo dove avremo notizia della presenza del Ministro Orlando e/o dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Si comincerà da martedì 19 maggio davanti alla Casa di Reclusione di Bollate (MI) dove il Ministro della Giustizia ha convocato gli Stati Generali della Esecuzione Penale. Non solo per restituire l’indifferenza della politica verso i baschi azzurri abbiamo deciso che nella prossima tornata elettorale che toccherà sette Regioni voteremo scheda bianca“.

 

Polizia penitenziaria. Anche I Numeri Sono Con Loro

 

 

Il sindacato di categoria fa appello anche a dei dati incontrovertibili che senza dubbio danno l’idea di quanto il ruolo dei baschi blu sia importante e non secondario. Il numero dei suicidi tra i detenuti nei primi cinque mesi dell’anno ad esempio è passato a 8  contro i 12 dello stesso periodo del 2014 e i 15 dell’anno ancora precedente.

 

Le condizioni probabilmente più psicologiche che reali, legate ad alcuni fatti di cronaca nera degli ultimi anni hanno dipinto ormai gli agenti com i cattivi e i detenuti come le vittime. Questo si traduce nella quotidianità nel fatto che a seguito ad esempio di un’aggressione di un detenuto verso un’agente, a essere trasferito è quest’ultimo.

Il detenuto viene invece nella maggior parte dei casi reintegrato esattamente nello stesso reparto di origine. Questo dà l’idea insindacavile di una situazione che ha oltrepassato tutti i limiti della tolleranza conosciuti.

 

 

Polizia Penitenziaria. Eroi Sono Nella Bocca dei Traditori

 

 

E come vogliamo chiamare quelle istituzioni che pagano lo stipendio e poi ti costringono a lavorare in condizioni pericolose, senza ascoltare le tue esigenze? Come vogliamo definirli se non traditori?

Quelle stesse istituzioni che poi parlano di angeli blu, quando si rivolgono agli agenti di polizia penitenziaria magari a seguito di uno scampato suicidio in carcere. Gli stessi però che poi li costringono a pagarsi le camere in caserma. “Si abbia consapevolezza della frustrazione, della stanchezza, della demotivazione, della rabbia dei poliziotti penitenziari” dice Sarno ” Noi cerchiamo di incanalare la protesta in un quadro di legittimità e sostenibilità. Ma il vaso e colmo e la pazienza esaurita“.

 

 

 

 

Fonte: polpenuil

 

 

 

 

valentina Stipa

 

 

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