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Archivi per la categoria 'Polizia Penitenziaria'

gio, mar 31, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. L’inaspettato attacco del Ministro
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Fonte: alsippe.it

Fonte: alsippe.it

Dire che è stato fuori luogo sarebbe riduttivo. Un ministro della giustizia che, parlando di lotta al terrorismo, dichiara all’intera nazione che “la Polizia Penitenziaria non è del tutto in grado di capire i fenomeni le che si determinano nelle comunità straniere. Ci vogliono più specializzazioni. Siamo di fronte a un fenomeno nuovo”, non ha solo usato parole fuori luogo.

È stato un irriconoscente del lavoro che gli agenti dal basco blu quotidianamente svolgono. E svolgono con dignità e devozione nonostante tutto.

 

Il ministro ha pensato bene di dichiararlo davanti alle telecamere della trasmissione della tv nazionale “Porta a Porta” e anche alle pagine di un quotidiano nazionale, dove in entrambi i casi il tema era il terrorismo islamico e i recenti attacchi in Europa.

 

 

Polizia penitenziaria. La risposta senza riserve

 

 

Sarebbe in realtà bastato che il ministro aggiungesse a questa dichiarazione che la colpa di questa incapacità, se di colpa e di incapacità si deve proprio parlare, non può certo essere degli uomini del corpo di polizia penitenziaria.

Piuttosto andrebbe imputata alla parte dirigenziale del corpo che non solo non comprende, ma non provvede alla formazione degli agenti in maniera mirata. Ad esempio con veri e propri corsi di lingua e cultura araba che posano definirsi tali.

 

Nelle parole dei sindacati di categoria “la colpa, caro Ministro è di chi organizza dei corsi all’acqua di rose sul radicalismo islamico, improntati al massimo risparmio di risorse economiche, per la Polizia Penitenziaria; la colpa è della formazione che non adegua le materie di insegnamento alle mutate esigenze della società”.

 

Ma questa non è l’unica precisazione che le associazioni sindacali di categoria ci tengono a fare.

Feriti su un nervo scoperto, colpiti al fianco in modo scorretto e da un nemico che tale non dovrebbe essere hanno concertato una risposta, ricordando a tutta la nazione come non solo siano “in grado di comprendere i fenomeni  che si determinano all’interno delle comunità straniere” ma come, al di fuori delle ore di servizio e di quanto previsto dal loro contratto e dalla loro professione, abbiano prodotto “relazioni di servizio che in quest’ultimo periodo hanno ricevuto il plauso di platee qualificati di altre forze dell’ordine, offrendo spunti di indagine e smascherando jahdisti in erba o simpatizzanti dello stato islamico”.

 

 

 

Fonte: polpen / poliziapenitenziaria

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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mer, mar 23, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Cambio sede del Concorso per Ispettori
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polizia-penitenziariaLa prova scritta per il posto di 643 nuovi ispettori del corpo di polizia penitenziaria – 608 uomini e 35 donne – in calendario per oggi 23 marzo alle ore 7.30, non avverrà più presso la sede di Roma come annunciato a febbraio, bensì presso l’Hotel & Conference Center ERGIFE.

 

Si potrà pensare che al di là di una semplice comunicazione di servizio, questa notizia non sia particolarmente interessante.

In realtà però non è così. Da febbraio, ovvero dalla prima comunicazione ufficiale, i partecipanti provenienti da tutta Italia si sono organizzati, prenotando alloggi vicino alla Fiera, evitandosi per quel giorno problematiche legate al traffico endemico di Roma, aggravato dallo svolgimento del Giubileo.

 

Il punto non è solo lo spostamento della sede della prova scritta del concorso, ma anche il fatto che il nuovo sito scelto non è certo vicino alla fiera: la distanza tra i due luoghi implica diversi cambi e oltre un’ora sui mezzi pubblici.

 

Non dimentichiamo poi che la partecipazione al concorso è vincolata all’uniforme, la quale dovrà essere indossata fin da subito, non essendoci possibilità di un cambio sul luogo dell’esame. Vi lascio immaginare come si possa affrontare serenamente più di un’ora di viaggio sui mezzi pubblici della Capitale, in perfetta uniforme di prima mattina e con il pensiero di un esame da affrontare.

 

 

Polizia Penitenziaria. Non tutto il male viene per nuocere

 

 

Questo cambio repentino e poco puntale del luogo di svolgimento della prova scritta per il posto di ispettore di polizia penitenziaria ha chiaramente scatenato polemiche tra i sindacati di categoria, Sinappe in testa, il quale lamenta una frettolosa organizzazione del concorso che non ha valutato correttamente tutti gli aspetti, mettendo in difficoltà i partecipanti.

 

Anche il sindacato autonomo Sappe interviene sul tema con una lettera ufficiale all’amministrazione, nella quale si chiede uno slittamento dell’orario di presentazione dei candidati dalle 7.30 alle 8.30 per “garantire correttezza nell’accesso e consentire l’effettiva presenza degli interessati”.

 

Alla luce di una nota proprio del sindacato Sinappe, il DAp ha prontamente risposto prendendo atto del problema e impegnandosi ad agevolare gli spostamenti dei partecipanti al prossimo concorso interno per la qualifica di vice ispettore.

 

 

 

Fonte: sinappe / sappe

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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lun, mar 14, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Lo scandalo carceri violente
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Fonte: vita.it

Fonte: vita.it

Quando un programma televisivo dagli ascolti molto alti e destinato a un target di pubblico di ampio spettro pone l’accento su argomenti delicati e di interesse pubblico è sempre un bene per la società intera.

 

Quando lo fa non dando tutte le informazioni e rimane troppo da un solo lato della barricata rischia invece di fare non solo dell’informazione non corretta ma di mettere in pericolo un’intera categoria di lavoratori come quelli della polizia penitenziaria.

 

Il riferimento è al servizio mandato in onda dal programma “Le Iene”, il quale trattava lo scomodo tema delle violenze in carcere, descrivendo con l’aiuto dei racconti scioccanti di un detenuto e altrettanto forti di un ex agente di polizia penitenziaria, la condotta di una manciata di agenti dalla mano a dir poco pesante all’interno di un istituto penitenziario italiano di Asti tra il 2004 e il 2005.

 

 

Polizia Penitenziaria. La risposta del Sappe

 

 

Come era prevedibile, il sindacato autonomo di categoria Sappe non ha perso tempo, rispondendo con una lettera pubblica direttamente a Matteo Viviani, autore del servizio tv, con alcune precisazioni, tutte volte a non fare di tutta l’erba un fascio: “la responsabilità penale è personale e chi si è reso responsabile di gravi reati, una volta acquisite le prove certe e inequivocabili, ne deve pagare le conseguenze anche in relazione all’appartenenza al Corpo di Polizia Penitenziaria, che è una Istituzione sana”.

 

Il sindacato poi non manca di ricordare che l’ex agente di polizia penitenziaria intervistato è stato “destituito dalla Polizia Penitenziaria, perché giudicato responsabile di diversi reati tra i quali spaccio di droga, truffa, ricettazione, favoreggiamento e spendita di banconote false”.

Dunque oltre ad avere dubbia attendibilità non è certo stato un agente modello.

 

 

Arriva anche la precisazione del Dap

 

 

A riprova del fatto che non corrisponde al vero che i 5 agenti incriminati non abbiano subito provvedimenti, proprio a seguito della messa in onda del servizio, il dipartimento di amministrazione penitenziaria si è affrettato a chiarire subito che “ha intrapreso le azioni disciplinari non essendo ostative le pronunce giudiziarie e ha adottato due provvedimenti di destituzione dal servizio e due provvedimenti di sospensione dal servizio”.

 

Questo, nonostante la sentenza 78 del febbraio 2012 pronunciata dal tribunale di Asti assolveva uno degli agenti per non aver commesso il fatto, dichiarava di non doversi procedere per difetto di querela nei confronti di altri due agenti e il non doversi procedere nei confronti degli ultimi due a seguito del decorso del termine prescrizionale per il reato di cui all’art. 608 c.p.

 

Questa dichiarazione del Dap ha il solo intento di controbilanciare quanto divulgato nel servizio tv e a precisare ancora una volta con forza che i “singoli condannabili episodi, (…) non devono e non possono minimamente ledere l’onore e il prestigio dei singoli appartenenti e del Corpo nel suo insieme, cui va tributato il riconoscimento per il difficile compito al quale sono chiamati quotidianamente per la tutela dei diritti e delle garanzie dei principi costituzionali”.

 

 

 

 

Fonte: polpen / peoplexpress / sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

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lun, mar 7, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. I principi del riordino carriere
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Fonte: direttissimaonline2.blogspot.com

 

Mentre si attendono gli esiti della riunione già una volta rimandata per un confronto sulla revisione degli ordinamenti e dei ruoli delle forze di polizia, trapelano alcune indiscrezioni su quanto verrà sottoposto al tavolo tecnico del ministero dell’interno.

 

Sebbene non ci sia alcuna ufficialità, analizziamole insieme per avere un’idea generale più chiara.

 

 

 

 

 

Polizia Penitenzia. I dettagli distinti per ruolo

 

 

Iniziamo questo excursus analizzando i ruoli, uno per uno.

Per ciò che riguarda gli agenti si parla dell’introduzione del diploma di scuola secondaria di secondo grado per accedere alla qualifica iniziale.

 

Sull’inquadramento degli assistenti capo invece nel ruolo di sovrintendenti dovrebbe esserci una semplificazione delle modalità e una permanenza nella sessa sede almeno nella fase di transizione. A coloro poi che hanno maturato almeno 13 anni in questa qualifica dovrebbe venire riconosciuto un assegno di responsabilità e la qualifica di sostituto sovrintendente.

 

Ragionamento simile anche per i sovrintendenti che conosceranno la semplificazione delle procedure e l’assegnazione di un assegno, insieme alla qualifica di sostituto ispettore. Anche per gli ispettori vale lo steso trattamento: semplificazione, assegno e qualifica di sostituto commissario.

 

Per ciò che riguarda invece la revisione della carriera dei funzionari, andrebbe prevista in un unico ruolo, il cui diritto di accesso sarebbe vincolato al possesso di una laurea specialistica, corso biennale e master. Si parla poi dell’introduzione dell’accesso per metà dall’interno e per l’altra metà con concorso pubblico, senza distinzioni di ruoli e funzioni.

 

Per i dirigenti la situazione rimane legata alle modalità di accesso con laurea triennale o specialistica, con l’unico scopo di valorizzare la progressione della carriera.

 

 

Polizia Penitenziaria. L’aspetto Economico rimane da rifare

 

 

In termini economici, la bozza contiene solo un accenno ai trattamenti dei dirigenti, nel quale si fa riferimento a “l’assorbimento delle risorse dei 13 e dei 23 anni, nonché del compenso del lavoro straordinario e delle altre indennità, da far confluire anche in un apposito Fondo, con la successiva redistribuzione delle stesse per legge (senza oneri aggiuntivi) anche nei confronti del personale già destinatario del predetto meccanismo dei 13-23 anni, e con rinvio ad un successivo DPCM, ovvero con l’eventuale introduzione di un’area negoziale limitata alle sole indennità accessorie e alla parte normativa del rapporto di lavoro”.

 

Come scritto in apertura si tratta solo di una bozza di documento ancora tutto da discutere definire, ma che senza dubbio, mostra le linee guida lungo le quali si dovrà rimanere per elaborare un documento concertato. Quando? Speriamo a breve.

 

 

 

 

Fonte: sappe

 

 

 

 

Valentina stipa

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mer, mar 2, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Continuano i problemi in famiglia
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E come li vogliamo chiamare se non problemi di famiglia, le continue incomprensioni tra il DAP e le associazioni di categoria della polizia penitenziaria? In fondo, seppure in modi e con strumenti diversi, entrambi dovrebbero tutelare gli appartenenti al corpo.

Di fatto però si fa un passo avanti e due indietro e le manifestazioni di piazza sembrano essere sempre più vicine.

 

 

Polizia Penitenziaria. Il Passo Avanti

 

 

Fonte: ilsecoloxix.it

Fonte: ilsecoloxix.it

Il passo avanti è avvento in pochi giorni fa, quando il DAP durante un incontro ad hoc presso la sua sede, al quale hanno partecipato anche il Vice Capo Dipartimento e il Direttore Generale del Personale oltre al capo del DAP stesso e alle associazioni sindacali di polizia penitenziaria, del Comparto Ministeri e della Dirigenza Penitenziaria, ha annunciato che non vi sono altre chiusure di istituti oltre a quelle di  Sala Consilina e Savona e che “è intenzione dell’Amministrazione orientarsi su percorsi agevolati con parametri guida al fine di conciliare interessi bilaterali tra A.P. e Personale”.

 

Va precisato subito che questo incontro non è nulla di concreto, ma solo una specie di tavolo di consultazione per raccogliere pareri in vista della stesura di un documento condiviso che vada a disciplinare in maniera compiuta la materia della ricollocazione e del reimpiego del personale in forza ad istituti che hanno già conosciuto o potrebbero a breve conoscere la dismissione.

 

Ad oggi dunque non esiste ancora una data di inizio lavori, ma va apprezzato lo sforzo verso il confronto che in altri casi non c’è stato.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Il passo indietro

 

 

Pochi giorni dopo l’incontro di cui abbiamo appena parlato, il DAP ne ha organizzato un altro dal titolo “Le dotazioni organiche del Corpo di Polizia Penitenziaria”.

 

Prima di questo incontro lo stesso DAP aveva inviato una comunicazione preventiva che in termini numerici ripartiva le nuove dotazioni organiche del corpo.

Era logico aspettarsi da parte delle associazioni sindacali, proprio alla luce di questa comunicazione informativa pre incontro, che durante lo stesso il DAP avrebbe argomentato quei numeri e spiegato e logiche di ripartizione.

Niente di tutto questo è accaduto.

 

L’incipit all’incontro è stato che “avrebbe avuto natura interlocutoria e che l’unico scopo della riunione era il raggiungimento di una intesa di massima per destinare un cospicuo numero di personale alla Giustizia Minorile e di Comunità, onde permettere a quel dipartimento di cominciare ad organizzarsi per i propri obiettivi istituzionali”.

 

Di fatto quindi l’incontro altro non è stato che la ratificazione di una decisione già presa da parte del DAP.

Dunque il confronto di pochi giorni prima è andato a farsi friggere? Tutte le associazioni sindacati hanno espresso l’amarezza e la rabbia per questo atteggiamento. Tanto più questi sentimenti negativi sono aspri, se si pensa, ed è lecito farlo, che in occasione del giubileo, le altre forze di polizia hanno avuto l’ok per l’assunzione di 2500 uomini, mentre per la polizia penitenziaria è stato bocciato l’emendamento che ne avrebbe fatti assumere 800.

 

Corpo di serie B? i più fiduciosi possono anche continuare a non pensarlo, ma la schiera di coloro che pensano che sia così è sempre più numerosa.

 

 

 

 

Fonte: sappe / sinappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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