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Riforma contratto insegnanti: arrivano i cambiamenti? Le anticipazioni



Riforma contratto insegnanti: arrivano i cambiamenti? Le anticipazioni
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La riforma del contratto degli insegnanti prosegue ad ampie falcate verso il pieno percorso di realizzazione, o così pare almeno. Per il momento si tratta solo di bozze programmatiche, una sorta di radunarsi di idee, di brainstorming programmatico che però accoglie nel suo grembo il seme del cambiamento reale in una prospettiva di riforma che potrebbe concretizzarsi sul piano legislativo da qui al mese di ottobre.

 

Riforma contratto insegnanti: arrivano i cambiamenti?

Fonte: italianpost.info

 

Riforma contratto insegnanti: tempo di sterzate decise

 

I “rumors” che si stanno susseguendo in questi giorni convergono sull’idea generale di una reale sterzata di cambiamento nei confronti di diversi aspetti che interessano molto da vicino i docenti impiegati nella scuola pubblica: già nelle scorse settimane il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini aveva palesato l’idea (a dir poco rivoluzionaria) degli scatti stipendiali per insegnanti basati sul merito (e non più soltanto sull’anzianità). Ora appaiono in controluce alcune rilevanti novità che, se confermate, andrebbero a modificare sensibilmente il volto della disciplina relativa all’insegnamento nella scuola pubblica. Ma andiamo a vedere più da vicino alcune anticipazioni affiorate in merito alla riforma contratto insegnanti.

 

Cambia il meccanismo delle assunzioni?

 

Una delle novità di più ingente rilievo riguarda certamente il meccanismo delle assunzioni insegnanti: la priorità assoluta nell’inserimento in ruolo dei docenti ancora in attesa di un posto fisso sarà quella di  provvedere al quasi totale svuotamento delle graduatorie d’istituto (all’interno delle quali sono ancora presenti più di 150mila docenti). Sarà inoltre previsto un esame per l’abilitazione, propedeutico all’accesso ai concorsi a cattedre: la primavera 2015 è il probabile periodo in cui verrà dislocato temporalmente per il concorso.

 

Nuovo contratto insegnanti: calendario, orari e supplenze

 

Altri cambiamenti dovrebbero (il condizionale è d’obbligo) riguardare l’obbligo per i professori di recuperare i 22 giorni di scarto tra i 230 stagionali e i 208 dell’anno scolastico nel corso del mese di giugno. Mentre per ciò che inerisce alle supplenze (settore molto composito) l’idea è quella di fare ricorso in maniera massiccia alle chiamate interne rispetto alle esterne, cercando di ottenere un cospicuo risparmio in termini economici per il bilancio del Miur. Da non trascurare infine la prospettiva dell’innalzamento delle ore lavorative insegnanti da 18 a 36 ore: ovviamente non si tratterà di un aumento reale, ma solo di un ribilanciamento complessivo delle ore di lavoro che i docenti utilizzano per fare fronte ai propri doveri e mansioni. Verrà infatti incluso nell’orario di lavoro totale il tempo che gli insegnanti spendono, non solo per le lezioni in aula, ma anche per la loro preparazione, la correzione dei compiti e l’aggiornamento professionale.
Nel frattempo i sindacati non fanno mancare il loro parere che definire sdegnato è un eufemismo: Gilda Insegnanti ha emesso una nota in cui afferma di non gradire il “metodo d’autorità” intrapreso dal Ministro Giannini per questo embrione di riforma: si tratterebbe di un vero e proprio tentativo di cambiare le regole del gioco scavalcando a piè pari il parere delle rappresentanze sindacali. Da settembre sarà guerra di trincea tra Ministero e sindacati? Chissà. Quello che conta sarebbe l’edificazione di una impalcatura di riforma davvero importante ed idonea a superare discipline attuali scarsamente efficienti.

 

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