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Rinnovo contratto insegnanti scuola: 1444 euro netti in meno all’anno?



Rinnovo contratto insegnanti scuola: 1444 euro netti in meno all’anno?
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La settimana scorsa abbiamo fatto riferimento alla situazione del rinnovo del contratto dei docenti della scuola pubblica: è un 2014 non facile per la categoria che vede, secondo una rilevazione effettuata dalla Gilda insegnanti, scomparire 1444 euro netti all’anno dalla busta paga. Mentre per i nuovi assunti la ricostruzione della carriera diventa una chimera.

 

Rinnovo contratto insegnanti scuola: 1444 euro netti in meno all’anno?

 

A proposito di scatti stipendiali

 

A riportare la notizia è il portale orizzontescuola.it, il quale è stato il destinatario della lettera inviata proprio dalla Gilda e contenente uno studio approfondito sul nuovo sistema di scatti stipendiali proposto dal Governo nelle linee guida per la grande riforma della scuola.
Nel documento redatto dal Governo in materia di scuola, è scritto che gli scatti triennali andranno a favore di tutti i docenti, sia i neoimmessi che i docenti attualmente in ruolo, con la possibilità di guadagnare fino a 9mila euro in più a fine carriera. Ma la situazione sta davvero così? Si tratta di scatti reali o fantomatici? Secondo il sindacato Gilda il nuovo meccanismo (parole testuali) “non migliorerà il trattamento economico riservato ai docenti, ma al contrario provocherà un taglio degli stipendi”.

 

La realtà secondo il sindacato

 

A parere del sindacato, tale nuovo sistema viene appositamente ed artatamente presentato dal Governo in maniera fuorviante, poiché, in realtà “saranno molto numerosi gli insegnanti bravi che non si vedranno riconosciuti da uno fino a 8 anni di anzianità già maturata nella propria fascia stipendiale, e i più penalizzati risulteranno quelli prossimi al passaggio alla fascia successiva”.
Inoltre mediante l’introduzione dei nuovi scatti, non sarà riconosciuta ai neoimmessi l’anzianità pre-ruolo e ai docenti in ruolo quella maturata nella propria fascia: con la conseguenza assurda che  saranno un’esigua minoranza coloro che a fine attività lavorativa potranno vedersi riconosciuti 36 anni di servizio corrispondenti a 12 scatti triennali. Insomma, seconda la Gilda Insegnanti “dal confronto tra i due sistemi emerge che, con lo scatto due trienni sì e un no, un docente di scuola superiore neo immesso in ruolo, al termine dei 36 anni di servizio, perderebbe una cifra annuale che si assesta sui 1444 euro netti”.

 

Nuovo esame di Stato?

 

Ma la disamina attorno ai tempi di vacche magre non si ferma qui (forse): infatti la bozza della legge di Stabilità approvata in Consiglio dei Ministri un paio di settimane fa (in attesa di approvazione definitiva in Parlamento) regolamentava il nuovo Esame di Stato per la scuola secondaria di II grado: le novità riguardano la commissione di esame composta da 6 commissari interni e Presidente esterno. Nessun compenso sarà dovuto ai commissari interni per il loro lavoro, con risparmi complessivi che si aggireranno sui 147 milioni di euro. Ma è proprio di questi giorni è giunta la notizia della retromarcia sull’Esame di Stato da parte delle commissioni al lavoro sulla definizione della legge di Stabilità: la misura non sarà implementata ed è già stata estromessa dal testo del provvedimento. La notizia è stata accolta con soddisfazione sul fronte sindacale (Gilda): “Se ciò troverà conferma nel testo definitivo della Legge di Stabilità non potremo che accoglierla positivamente, dal momento che la modifica della forma dell’Esame di maturità prevista dalla bozza, con l’impiego di soli commissari interni senza alcuna retribuzione aggiuntiva, avrebbe rappresentato soltanto un ulteriore taglio sulla pelle dei docenti”.
Fonte: orizzontescuola.it
Marco Brezza

 

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