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SAPPE: “sulla sicurezza non si possono chiedere ancora sacrifici”



SAPPE: “sulla sicurezza non si possono chiedere ancora sacrifici”
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Il SAPPE opina sui tagli previsti nella Manovra Monti:

La situazione attuale è certamente difficile e servono segnali precisi per contenere la crisi economica. E’ però altrettanto vero che nessun sistema può funzionare, e ancora meglio perfezionarsi, se gli mancano le risorse necessarie affinché ciò sia possibile. Sulla sicurezza e sugli operatori che la assicurano non si possono chiedere ancora sacrifici.

I tagli operati negli ultimi dieci anni hanno indebolito la funzione e l’azione di polizia, andando ad intaccare l’operatività e in particolare quei servizi che sono di diretta fruibilità da parte dei cittadini. Quelli operati nell’ultimo biennio hanno messo a serio rischio il funzionamento stesso di quello che abbiamo costruito negli ultimi anni; perché tagliare i fondi ai capitoli di funzionamento significa, oltre al mancato riconoscimento degli incrementi salariali, soprattutto la limitazione dell’operatività anche di tutti quelli che “sopravvivono”.

Quale sicurezza si può fare senza investimenti?

Per queste ragioni il SAPPE, il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, è sceso più volte in piazza in questi mesi con i colleghi dei Sindacati e delle Rappresentanze militari di tutti i Corpi di Polizia. Non vi è dubbio che quando scarseggiano i mezzi a disposizione il malessere emerge prepotentemente ed è il solo primo segnale di un allarme che non va sottovalutato. Perché, nonostante la grande professionalità degli operatori e la loro totale abnegazione al servizio per garantire la sicurezza ai cittadini nel difficile contesto delle carceri italiane, la mancanza di mezzi mortifica e riduce la capacità di dare risposte adeguate, creando le condizioni per una disaffezione del lavoro che è il germoglio sul quale si può sviluppare un processo di deterioramento di un’ organizzazione che, invece, ha bisogno di modus operandi accertati e provati per le situazioni da affrontare, di una motivazione del personale che li mette in atto e di mezzi per la buona riuscita. La tanto decantata “Sicurezza” non deve essere una mera espressione demagogica che, all’atto pratico, si concretizza in una impossibilità organizzativa e gestionale per carenza di risorse, per indisponibilità finanziare.

La situazione penitenziaria non ha mai attraversato un momento più critico di quello attuale nell’ultimo ventennio – con un costante e gravoso sovraffollamento, agenti aggrediti, episodi di violenza ed autolesionismo, suicidi e tensioni continue – atteso che registra precarietà assoluta in ogni settore. Il SAPPE ritiene che se non si interverrà in maniera ferma e responsabile, la crisi del sistema penitenziario imploderà e non sarà più controllabile.

 

Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto SAPPE
Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria

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2 Commenti a “SAPPE: “sulla sicurezza non si possono chiedere ancora sacrifici””

  1. Dipendenti statali -il Blog- » Blog Archive » La polizia penitenziaria di Mammagialla non mangia in mensa Says:

    [...] polizia penitenziaria – SAPPE: sulla sicurezza non si possono chiedere ancora sacrifici « Sanità: più spesa privata e meno qualità nei servizi sanitari [...]

  2. Dipendenti statali -il Blog- » Blog Archive » Polizia Penitenziaria: “dal 2000 abbiamo salvato la vita a 10.000 detenuti che hanno tentato il suicidio” Says:

    [...] sulla sicurezza non si possono ancora chiedere sacrifici « Assolti 8 alti ufficiali della Marina Militare per le morti di cancro sulle [...]

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