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Scatti stipendiali insegnanti 2015-2016: tra anzianità e merito



Scatti stipendiali insegnanti 2015-2016: tra anzianità e merito
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La riforma della scuola prende forma dopo l’approvazione, avvenuta a metà del mese di marzo da parte del Governo, del disegno di legge sulla “Buona Scuola”. Mentre la discussione alle Camere per il definitivo via libera al testo che rivoluziona il sistema scolastico in Italia, occorre focalizzarsi con attenzione su una delle novità più importanti contenute nel ddl: gli scatti stipendiali per gli insegnanti basati sul merito.

 

Scatti stipendiali insegnanti 2015

Scatti stipendiali merito: decidono i presidi

 

A partire dal 2016 saranno distribuiti ai presidi 200 milioni all’anno destinati a premiare il 5% degli insegnati meritevoli di ogni istituto scolastico. Si tratta di risorse da Legge di Stabilità, non provenienti dal fondo d’istituto. Messe da parte le polemiche della prima “stesura” di riforma, si approda ora ad una formula-compromesso: rimangono invariati i “sacri” scatti di anziantità destinando nuove risorse alle capacità degli insegnanti. Tali risorse non dovranno essere trovate mediante coperture economiche dal momento che sono già previste all’interno dei 3 miliardi relativi alla riforma. Le modalità di attribuzione saranno decise dai presidi, una volta sentito il parere vincolante del Consiglio d’Istituto. Ad essere premiati saranno la qualità dell’insegnamento, la capacità di utilizzare strumenti didattici innovativi e il contributo complessivo dato al miglioramento della scuola. Altra novità dovrebbe riguardare la carriera, con l’istituzione delle figure di “mentor” e “staff”. Figure inserite nell’ultima bozza di decreto, ma che scompariranno dal disegno di legge per confluire in una legge delega che affronterà la questione della valutazione dei docenti. Un iter lungo, quindi, che potrà essere oggetto di dibattito approfondito. Agli insegnanti giungerà anche un ulteriore bonus, a prescindere dal merito, ovverosia la “card del prof”, che prevede un voucher di 500 euro all’anno da spendere esclusivamente in consumi culturali, dai libri ai biglietti per concerti e spettacoli teatrali.

 

La meritocrazia entra anche nella scuola

 

“Premi concreti a chi li merita”: questa la frase ad effetto utilizzata dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini pochi mesi fa durante una intervista nella quale venivano divulgate le linee direttive del procedimento di riforma della scuola pubblica. Un’idea che si innesta perfettamente nel processo di rinnovamento che affronterà la scuola nei prossimi mesi. “Per il momento – spiegava la Giannini in quel momento – purtroppo non vengono in alcun modo valorizzati, ai fini della carriera e dello stipendio, né il merito, né l’impegno, né la passione degli insegnanti. Non si può fare carriera nella scuola solo per anzianità: non è giusto e non è utile a rendere efficace ed efficiente il sistema formativo”. Un principio ora trascritto a livello legislativo nelle pagine della “Buona Scuola”.

 

Stipendi insegnanti, cosa cambia

 

Nel frattempo il disegno di legge “Buona Scuola” approvato lo scorso 12 marzo è stato assegnato, in prima lettura, alla Camera e la VII Commissione Cultura e Istruzione avvierà l’iter di discussione e approvazione.
Tornando all’inserimento del merito come requisito che può dare diritto ad un premio, si tratta a livello generale di un investimento di rilievo per le singole scuole, come a dire: i docenti più bravi devono essere premiati. Economicamente. Perché la meritocrazia può farsi strada anche nella scuola.

 

Fonti: orizzontescuola.it, Corriere della Sera

 

Maco Brezza

 

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