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Scuola: caos a settembre



Scuola: caos a settembre
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Così la vede l’Unione Province Italiane, come una situazione di allarme, in quanto a settembre almeno la metà delle province italiane si troverà in una situazione di precarietà per quel che riguarda la pubblica istruzione, infatti non è sicura l’apertura di molti istituti scolastici.

 

Il presidente dell’UPI, Giuseppe Castiglione, considera che i tagli previsti per quest’anno e per il 2013 ( 1’5 miliardi di euro) renderanno la situazione molto difficile. In questo senso afferma che le province non avranno abbastanza soldi nelle proprie casse per garantire la riapertura delle scuole.

 

Castiglione ha realizzato queste dichiarazioni in merito all’accorpamento delle province previsto dalla Spending Review.

 

 

 

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Su questo punto si è anche pronunciato il prorettore dell’Università di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, il quale si manifesta d’accordo. “L’allarme è realistico anche se nei giorni scorsi parallelamente al riassetto delle province è stato ipotizzato che le competenze di queste ultime passino ai comuni. Ora c’è confusione e mi stupisce, più che altro, che si sia messa mano a questa nuova ripartizione delle funzioni senza un riassetto complessivo dei rapporti fra Stato, regioni ed enti locali. Anche perché esiste una norma dello Stato entrata, ormai, nel pieno dell’applicazione che prevede compiti precisi agli enti locali. La riforma dello Stato, approvata con la Legge Bassanini nel 1997, è stata attuata con una serie di provvedimenti che ancora oggi necessitano di una completa attuazione. Uno di questi era il Decreto 112/98 che prevedeva compiti e funzioni in materia scolastica per Stato, Regioni ed Enti Locali. In quest’ultima categoria rientrano a pieno titolo le province”.

 

 

 

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