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Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, giu 8, 2017  Valentina
Carabinieri e Ducati. Le due ruote Italiane
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Foto: AutoMotoTube.net

Ducati è particolarmente orgogliosa di mettere a disposizione la tecnologia, lo stile e la qualità delle proprie moto all’Arma dei Carabinieri. L’Arma potrà contare sul meglio della tecnologia avanzata Made in Italy a due ruote per il segmento dual touring”.  Queste le parole Claudio Domenicali A.D. di Ducati Motor Holding, nel giorno della cerimonia di consegna di quattro Ducati Multistrada, due S e due Enduro, attraverso le quali il marchio emiliano entra ufficialmente a far parte dell’Arma dei Carabinieri.

 

 

Un evento considerato epocale a tal punto che oltre ad aver scomodato l’amministratore delegato dell’azienda di Borgo Panigale, ha visto presenziare alla cerimonia anche il Comandante Generale Tullio Del Sette, insieme ai vertici al gran completo dello Stato Maggiore dei Carabinieri.

 

 

 

Carabinieri e Ducati. Un connubio importante

 

 

La soddisfazione per questa nuova collaborazione è alta da entrambe le parti. Da parte dell’azienda per ovvi motivi di commercio e prestigio. “A nome dell’azienda che rappresento, e di tutti i lavoratori, ringrazio l’Arma dei Carabinieri per la fiducia e l’opportunità di offrire il nostro contributo al loro prezioso lavoro, combinando due eccellenze Italiane” conferma Domenicali.

 

 

Ma anche l’Arma non nasconde la propria gioia e affida tutta la soddisfazione alle parole del comandante: “legare il nome dell’Arma dei Carabinieri al prestigioso marchio Ducati, con il suo glorioso passato di tradizione e successi, costituisce un evento di grande importanza storica che, ne sono certo, darà importanti risultati già a partire dal G7 di Taormina”. E infatti il fascino del marchio Ducati ha mietuto vittime perfino trai nostri cugini d’oltreoceano proprio al G7, come aveva previsto Del Sette.

 

 

 

Carabinieri e Ducati. Ce le invidia anche L’America

 

 

 

 

La scorta del presidente americano Trump non ha potuto non ammirare i gioielli del marchio emiliano, chiamati a sostenere la sicurezza della zona. Le moto in questione chiaramente sono state dotate di apparecchiature specifiche e hanno una potenza maggiore, supportata da 160 cavalli. Hanno un’elettronica di serie senza pari: gestione della frenata, trazione e sospensioni; prevedono appositi dispositivi sonori e luminosi, radio veicolare e un’area di bordo per l’armamento di reparto.

 

 

 

 

 

Fonte: moto / adnkronos

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, mag 31, 2017  Valentina
Carabinieri Forestali. Come procede la convivenza
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verde

È giunto il momento di fare i primi bilanci in termini di convivenza tra l’ormai defunto corpo forestale dello stato e l’arma dei carabinieri. Una fusione imperfetta che ha creato malumori non solo nei diretti interessati ma anche in altre forze a cui sarebbero spettati di diritto alcuni vantaggi in termini di risorse, che invece sono finite nelle mani dei carabinieri, una su tutte i Vigili del fuoco.

Comunque, voluta o no, questa unione c’è stata ed è tempo di trarre le prime conclusioni su questo discusso esperimento.

 

 

 

 

Carabinieri Forestali. La resa è lontana

 

 

 

 

Iniziamo con il precisare che chi era contro questa unione, prevista, ricordiamolo dalla riforma Madia, non si è arreso al passaggio  forzato e ha avanzato ricorso al tar il tribunale amministrativo per far valere i primi diritti.

Solo nella regione Abruzzo i ricorsi presentati sono stati 200 sui 3000 che si stimano su tutto il territorio nazionale. “I ricorsi al Tar sono contro la perdita dello status di civili, la perdita dei diritti civili e sindacali e l’obbligo di dover sottostare, in caso di giudizio, al Tribunale militare”. Spiega Ferdinando Lattanzi, sindacalista della funzione pubblica abruzzese.

 

Già, perché un aspetto che ha fatto poco scalpore ma che è piuttosto grave riguarda proprio i forestali che svolgevano attività di sindacato. Per loro infatti la fusione ha rappresentato la restituzione della tessera, in quanto, essendo l’arma un corpo militare, non può sottostare ad alcuna rappresentanza sindacale.

 

 

 

 

Carabinieri Forestali. E il risparmio dov’è?

 

 

 

 

Un altro aspetto che rafforza il pensiero di Lattanzi riguarda il totale fallimento dell’obiettivo primario di questa riforma, cioè il risparmio. “Questo assorbimento del Cfs nei carabinieri aumenterà le spese; basti pensare alle scritte e nuove targhe degli automezzi, alle nuove divise, ai corsi e relative missioni, all’adattamento dei Comandi stazione, al cambio del sistema informatico, al cambio tesserini, per non parlare della nomina di tre nuovi generali di vertice”.

 

Insomma un po’ di tempo è trascorso, ma di persone soddisfatte da questa unione forzata non se ne sentono molte…magari è ancora presto. Magari ci vuole più tempo. O magari è stato un errore. L’ennesimo di un governo che ha pensato molto a come risparmiare, ma non ha saputo mettere in pratica in modo incisivo questi pensieri. Un errore però da cui difficilmente si torna indietro. E, ammesso che si possa fare, non sarà certo indolore e a costo zero.

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: gelocal / corriere

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

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gio, mag 25, 2017  Valentina
Carabinieri. Arrivano i Cacciatori di Sicilia
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Fonte: palermo.repubblica.it

Fonte: palermo.repubblica.it

Il ministero della difesa ha fortemente voluto questo squadrone per rafforzare il controllo del territorio siciliano in cerca di latitanti e per la prevenzione dei reati rurali. E finalmente è arrivato.

 

Così alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, del Ministro dell’Interno Marco Minniti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Claudio Graziano e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette è stato istituito il reparto “Cacciatori di Sicilia”, il quale avrà la sua sede a Sigonella, nella Base Aerea Militare “Aeroporto Cosimo di Palma”. Questa location non è chiaramente a caso, in quanto questi agenti opereranno insieme all’appoggio di un elicottero.

 

 

Carabinieri. Forse la caccia va fatta in casa…

 

 

 

Certamente i latitanti mafiosi non avranno vita facile; lo scopo di questo reparto è infatti quello di andarli a stanare anche nelle zone più impervie. Attenzione però. Perché di fatto il pericolo vero per i carabinieri e per le forze dell’ordine in generale, a volte non arriva dai malviventi, ma direttamente dallo stato.
Potremmo fare diversi esempi in questo senso, dal vaccini all’uranio impoverito. Ma oggi vogliamo soffermarci su un fatto meno pesante, ma altrettanto grave.
Il protagonista è l’ex ministro del governo Berlusconi, Carlo Giovanardi, da sempre fervente soldato in nome della legalità e dell’onore. Ma quello che si mostra e quello che si è spesso hanno passi di marcia differenti. E così l’onorevole si ritrova accusato di aver minacciato proprio due ufficiali dell’arma di carabinieri.
Il nome di Giovanardi è emerso durante le indagini relativo per alcuni appoggi interni alla prefettura di Modena in favore di un’azienda sotto processo per ’ndrangheta. Ad oggi si tratta di indagini, ma le accuse dei pm sono chiare: rivelazione di segreto e minaccia a corpo amministrativo dello Stato con aggravante di aver agevolato l’organizzazione mafiosa, legata all’azienda modenese.

 

 

Carabinieri. Commissione antimafia con un uomo in meno

Il senatore Giovanardi si difende da queste pesanti accuse: “è prerogativa di un senatore della Repubblica svolgere attività di sindacato ispettivo sulle altre istituzioni, in questo caso la prefettura”. Ma al momento nessuna delle sue dichiarazioni è stata abbastanza convincente né rilevante ai fini dell’indagine.
La prima conseguenza di questa notizia è l’uscita di Giovanardi dalla commissione antimafia. Non tanto per le accuse, ancora da provare, ma per le frasi raccolte con le intercettazioni, sulle quali, ahimè non ci sono discussioni.

 

 

 

Fonte: siracusanews / espresso.repubblica
 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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mar, apr 11, 2017  Valentina
Concorso Carabinieri. Uscito il Bando per Allievi e Tenenti
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Fonte: lagazzettadigitale.it

Fonte: lagazzettadigitale.it

Finalmente è stato pubblicato il bando di concorso per 1598 allievi carabinieri in ferma quadriennale, famoso alle cronache per essere aperto anche ai civili, a cui sono stati riservati 280 posti.

Le domande di partecipazione vanno presentate a partire da sabato primo aprile ed entro il 2 maggio prossimo, in via telematica, collegandosi al sito dell’arma e accedendo all’area concorsi.
In queste ore è uscito anche un altro bando di concorso che riguarda l’arma dei carabinieri: quello per la nomina di otto Tenenti in servizio permanente nel ruolo tecnico – logistico.

 

 

 

 

Concorso Carabinieri. Requisiti e possibilità

 

I requisiti per partecipare al concorso per allievi sono i seguenti:
• Cittadinanza italiana
• Età tra i 18 anni e i 26 anni non compiuti che si alza a 28 anni non compiuti per i VFP e si ferma 25 per i civili.
• l’acquisizione della Licenza Media

 

 

Come per ogni concorso che si rispetti, ci sarà una prova scritta, una orale e poi le prove psicofisiche. Sarà interessante vedere come i candidati si approcceranno alla nuova materia che è stata inserita per la prova scritta che si terrà a partire dal 15 maggio prossimo, ovvero la storia dell’arma.

 

Per ciò che riguarda invece il concorso per tenenti, potranno partecipare tutti i marescialli dell’arma che non hanno superato il 40^ anno di età e si potranno candidare per una sola specializzazione.

 

Concorso Carabinieri. Non cancella il malcontento

 

Se da una parte ci si rallegra per i concorsi che portano una ventata di freschezza di un arma sempre più vecchia, dall’altra rimangono i soliti problemi: riordino carriere, il mistero degli 80 euro di bonus…nulla di nuovo sotto il sole.

 

 

Nulla di nuovo appunto. Sempre il solito, triste e perdurante malcontento di una forza armata che si trascina avanti, forte della sua storia. Con il coraggio di chi non molla e lotta. Con il sangue del proprio paese nelle vene. Quel sangue che pompa verso un cuore malato, ma che pur sempre batte per l’Italia.

 

 

Fonte: concorsi.news / blitzquotidiano / ilcirotano
Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

 

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gio, mar 30, 2017  Valentina
Pensioni Carabinieri 2017. Quali novità su questo fronte?
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Pensioni Carabinieri 2017I requisiti per l’accesso alla pensione di anzianità, nel comparto sicurezza, quindi anche di coloro che appartengono all’arma dei carabinieri non sono cambiati rispetto al passato.

La riforma Fornero infatti che aveva puntato a creare un innalzamento dell’età e della contribuzione non è mai stata approvata, pertanto i requisiti applicati per l’accesso alla pensione per i carabinieri rimangono quelli già risaputi: 57 ani e 7 mesi di anzianità di sevizio con 35 anni di contribuzione.

 

 

 

 

Pensioni Carabinieri 2017. Il punto sui requisiti

 

 

 

Di fatto quindi anche per il 2017 per tutti gli appartenenti a esercito, marina, aeronautica, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco, oltre che carabinieri verranno applicati i requisiti esistenti prima della riforma appena citata, fatta eccezione per un dato.

L’età pensionabile dovrà essere adeguata alla speranza di vita, secondo quanto previsto dal decreto legge 78/2010 e anche dalla legge 122/2010. L’unico caso per il quale non viene previsto l’adeguamento alla speranza di vita è quello nel quale al compimento del limite di età si siano già raggiunti i 35 anni di contributi.

A questo poi va aggiunta la finestra mobile di 12 o 15 mesi che fa capo alla differenza tra perfezionamento dei dati anagrafici e riscossione del primo assegno di pensione.

 

 

La legge di bilancio approvata non ha di fatto cambiato nulla rispetto a queste regole, pertanto per l’anno in corso rimarrà tutto immancabilmente immutato. Riassumendo quanto attualmente in vigore, ricordiamo che per l’accesso alla pensione di vecchiaia, serve il raggiungimento dell’età massima di permanenza di servizio in funzione della qualifica e del grado raggiunto, considerando come età massima tra i 60 e i 65 anni.

Legato al requisito anagrafico va raggiunto quello contributivo previsto per tutti i lavoratori, ovvero 20 anni di contributi.

 

 

 

 

 

Pensioni Carabinieri 2017. Pensioni Anticipata e Quota 41

 

 

 

 

Se la legge di bilancio non ha modificato nulla in termini di pensione di anzianità, ha invece introdotto una modifica importante per ciò che concerne l’accesso alla pensione anticipata, chiamata Quota 41.

Chi al 1 maggio 2017 avrà maturato 41 anni di contributi versati potrà accedere alla pensione anticipata, a patto che abbia raggiunto anche gli altri requisiti necessari, senza dover attendere il raggiungimento dell’età anagrafica prevista.

 

 

Ma a chi viene concessa questa possibilità? Hanno accesso alla quota 41 i laboratori precoci, quelli impegnati in attività usuranti e chi svolge attività rischiose e difficoltose. L’applicazione di tale possibilità al comparto sicurezza sembrerebbe scontata…e invece no!  Il personale delle forze dell’ordine è escluso dalla quota 41 per “incompatibilità tra i requisiti”… una giustificazione che suona altezzosa, ma che di fatto non cambia questo paradosso.

 

 

 

 

 

 

Fonte: pensionioggi / guidafisco

 

 

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

 

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