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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, set 2, 2013  Roberta Buscherini
Borse di Studio Inpdap: Supporto Scolastico per i figli dei dipendenti pubblici
3.5 (70.95%) 84 Vota Questo Articolo

Borse di studio Inpdap. L’Istituto nazionale della previdenza per i dipendenti pubblici, Inpdap ora diventato Inps, prevede sostegni per gli studenti, orfani o figli di dipendenti pubblici. Si tratta di un supporto economico nel percorso educativo e formativo.

In questo senso, ogni anno vengono rinnovate le borse di studio inpdap tramite un concorso che può essere utilizzato per far fronte alle spese derivanti dell’attività accademica.

 

Borse di Studio Inpdap: Quali studi vengono finanziati?

 

Ci sono due modalità diverse di borse di studio Inpdap:

La prima, denominata Super Media, corrisponde al primo e secondo ciclo scolastico. Nello specifico, per la frequenza:

  • dell´ultimo anno di scuola secondaria di I grado
  • scuola secondaria di II grado
  • conservatorio
  • corsi di formazione professionale

Il secondo concorso di borse di studio Inpdap, corrisponde al Homo Sapiens Sapiens, ovvero un supporto per:

  • laurea
  • laurea specialistica
  • diploma di conservatorio
  • corsi di specializzazione successivi alla laurea
  • master universitari e corsi universitari di perfezionamento
  • dottorati di ricerca
  • stage in azienda.

Le Borse di studio inpdap possono essere destinate a tutti i tipi di scuole e centri scolastici statali e legalmente riconosciuti, ma anche alle università,  alle scuole italiane all’estero o alle scuole dell’Unione Europea.

 

Chi può partecipare ai concorsi per le borse di studio Inpdap

 

Le borse di studio Inpdap possono essere richieste da figli e orfani di dipendenti e pensionati Inpdap, ora Inps e i requisiti da rispettare sono quelli riportati in ogni singolo bando di concorso.

Come presentare la domanda per le borse di studio Inpdap?

La prima cosa da fare prima di presentare la domanda per accedere alle borse di studio Inpdap è accertarsi di possedere tutti i requisiti indicati sul bando di concorso. E successivamente, presentare la domanda tramite Internet attraverso la pagina di servizi online  dell’Inps, ex gestione Inpdap. Se non hai ancora il pin, legge questo articolo: Come richiedere Pin Inps

 

Roberta Buscherini

 

Vuoi scaricare online la tua busta paga? Segue questo link: Stipendio Pubblica Amministrazione

 

 

 

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ven, lug 19, 2013  Ranalli
Pensioni Pubblico Impiego – Facciamo un pò di chiarezza
3.9 (78.67%) 15 Vota Questo Articolo

Non tutti abbiamo le idee chiara sui tipi di trattamento di pensioni pubblico impiego  oggi presenti .  Ritengo pertanto doveroso fare una rinfrescata che sicuramente tornerà utile a tutti quanti sono dipendenti statali che si apprestano o si appresteranno a lasciare il servizio . Prevalentemente attualmente abbiamo la presenza di tre tipi erogazione del trattamento pensionistico e sono:

 

A) totalmente retributivo

 

B) misto

 

C) totalmente contributivo.

pensioni-pubblica-amministrazione

 

Pensioni nel pubblico impiego: Ecco le differenze dei diversi trattamenti

 

La differenza tra i tre sistemi è sostanziale in particolare tra il primo e terzo trattamento pensionistico. Con il sistema retributivo il cui calcolo viene fatto sulla retribuzione pensionabile degli ultimi cinque anni in effetti al collocamento a riposo si “rischia” di percepire il medesimo emolumento di quanto si era in servizio ovviamente depauperato delle voci accessoria quali possono essere le turnazioni, il disagio, il rischio, i tickets mensa.

Quindi è il sistema di pensione pubblico impiego ovviamente preferito da tutti quanti sono dipendenti dello stato. Ma ovviamente per poter percepire tale pensione con tale sistema era necessario aver maturato al 31.12.1995 diciotto anni di servizio comprensivi di eventuali periodi di valutazione del servizio militare di leva, di eventuali periodi di ricongiunzione ex legge 29/79, riscatto laurea, congedi parentali gratuiti o onerosi,  riconoscimento di periodi figurativi ad esempio ad un diversamente abile a cui sia stata riconosciuta un invalidità civile superiore al 74% vengono riconosciuti due mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di servizio fino alla concorrenza massima di anni cinque.

Se questo riconoscimento è intervenuto prima del 31.12.1995 tutti i periodi riconosciuti oltre a determinare il diritto determineranno anche la misura del trattamento di pensione mentre tutti i periodi successivi a quella data determineranno solo il riconoscimento del diritto e non della misura da qui il concetto di periodi validi si ma solo figurativi.

 

Pensioni pubblico impiego: Il sistema misto

 

Con il sistema misto ( fino al 31.121995 retributivo e dall1.1.1996 pro-rata ovvero contributivo) invero il calcolo del trattamento pensionistico viene operato sugli ultimi dieci anni di retribuzione. La perdita concreta sugli emolumenti percepiti in servizio e parliamo sempre di emolumenti pensionabile potrebbe essere intorno al dieci-quindici per cento ( ovviamente una perdita secca ma fortunatamente ancora contenuta. Con il sistema pro-rata ovvero totalmente contributivo si percepirà un trattamento di quiescenza decisamente basso e che oscilla tra il cinquanta-cinquantacinque per cento degli emolumenti che si percepivano in servizio. Ma ovviamente questa è la regola generale ma l’importo di questa pensione è molto legata agli anni di servizio prestati e agli emolumenti percepiti. Quindi in presenza di un alto numero di anni di servizio ad esempio quaranta la pensione erogata con il sistema totalmente retributivo potrebbe essere ancora un ottima pensione invero se pagata con soli venti anni di contributi sarà decisamente una pensione bassa.

Pensioni pubblico impiego e sistema pro-rata

 

Giova ricordare che per tutti i dipendenti del pubblico impiego a far data dal 01.01.2012 è vigente il sistema pro-rata ragion per cui a far data da quella data il calcolo della pensione sarà diverso e orientato verso il basso anche alla luce della revisione al ribasso dei coefficienti a far data dal 01.01.2013.

.Appare superfluo consigliare a quanti si trovano nel tipo di calcolo delle pensioni pubblico impiego con il sistema totalmente contributivo la convenienza ad aderire alla previdenza complementare per incrementare ciò che sarà la futura pensione. Nel pubblico impiego e nel mondo della scuola è da anni operativo il fondo espero  che attraverso la trattenuta di una cifra minima consentirà di avere una pensione più sostanziosa.

 

 

GIANCARLO RANALLI

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mer, apr 24, 2013  Roberta Buscherini
Dipendenti Statali: troppe questioni da risolvere?
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Blocco stipendi, scatti di anzianità, contratti, ricollocamento al lavoro…..ci sono molte questioni urgenti da risolvere riguardo la categoria lavorativa di dipendenti pubblici, soprattutto è importante trovare una soluzione per gli esodati e i precari della pubblica amministrazione.

Il ministero di economia e finanza ha pubblicato un nuovo documento sui pagamenti dei debiti dello stato alle imprese che colloca il deficit-pil al 2,9 %, ma non è abbastanza. Lo stato ha soltanto pochi giorni per decidere come recuperare circa mezzo punto di Pil, 7-8 miliardi, per scongiurare i nuovi carichi fiscali estivi, a partire dall’aumento  dell’aliquota Iva dal 21 al 22% che scatterà da luglio per il quale serviranno 1,9 miliardi.

 

foto: ilfattoquotidiano

foto: ilfattoquotidiano

 

 

Inoltre, da luglio sarà necessario trovare un miliardo di euro per neutralizzare la nuova Tares, tassa sui rifiuti.  In questo senso, tutto è ancora possibile e non bisogna scartare la possibilità di congelare.

Il responsabile di economia, Vittorio Grilli, si è mostrato convinto e soddisfatto delle misure prese fino ad ora, in quanto le considera una prova che conferma le possibilità del paese di cambiare il corso della crescita.

Grilli ha aggiunto che le misure avviate nel 2012 avranno, in maniera stimativa, “un impatto sulla crescita del Pil pari all’1,6% e al 3,9% nel 2015 e nel 2020, e fino a circa 7 punti di Pil percentuali in più nel lungo periodo”.

Fonti: Businessonline / Il sole 24 ore

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mar, mar 26, 2013  Roberta Buscherini
Passaggio di Ruolo e di Cattedra 2013/2014: Requisiti, Tempistica e Precedenze.
3.2 (63.33%) 6 Vota Questo Articolo

Ci sono alcune novità rispetto il passaggio di ruolo e/o di cattedra per il nuovo anno scolastico, infatti anche gli insegnanti assunti con decorrenza giuridica 1/9/2011 potranno richiedere trasferimento di ruolo interprovinciale.

 

Passaggio di ruolo o di cattedra: definizione

passaggio di ruolo

Foto: Gildafc

 

Il passaggio di ruolo nella scuola pubblica è il trasferimento dei docenti dall’infanzia alla primaria o alla secondaria e viceversa. Oppure il passaggio di ruolo del personale educativo ad altri ruoli diversi.

Il passaggio di cattedra invece, è il trasferimento dei docenti da una classe di concorso ad un’altra, sempre dello stesso ruolo.

 

Chi può richiedere il passaggio di ruolo o di cattedra?

 

Per richiedere il passaggio di ruolo e/o di cattedra, è necessario rispettare alcuni requisiti. In questo senso, per accedere alla mobilità, è necessario:

-          Aver superato il periodo di prova (180 giorni) nel ruolo di appartenenza

-          Possedere l’abilitazione per il ruolo o la cattedra richiesta

 

Per quel che riguarda il diploma magistrale, Il CCNI consente il passaggio di ruolo della scuola primaria con il titolo di studio ottenuto a termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell’istituto magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/02, ai sensi del DM 10 marzo 1997.

 

Passaggio di ruolo e Mobilità Professionale

 

Il 50 % dei posti disponibili ogni anno per trasferimenti scuola sono riservati alla mobilità professionale che riguarda la III fase, mentre l’altro 50 % va alla mobilità interprovinciale.

E’ possibile presentare domanda di passaggio di ruolo mobilità interprovinciale ma è concessa soltanto nel caso di posti disponibili residui dopo la mobilità professionale della provincia in questione.

 

Domanda Passaggio di Cattedra, Ruolo e Mobilità

 

I docenti interessati hanno la possibilità di presentare contemporaneamente domanda di mobilità, passaggio di ruolo e passaggio di cattedra. Vediamo come:

Il passaggio di ruolo può essere richiesto per un solo grado di scuola, per una sola provincia e per una o diverse classi di concorso. Nel caso di richiesta di passaggio di ruolo per la scuola secondaria di II grado, può essere richiesto anche per più province.

 

Passaggio di ruolo, quando prevale?

 

Secondo la legge in vigore, il passaggio di ruolo prevale se si presenta:

  1. Domanda di Trasferimento + domanda di passaggio di cattedra + passaggio di ruolo

In questo caso, prevale il passaggio di ruolo che rende inefficace la domanda di trasferimento e il passaggio di cattedra. Per fare questo tipo di richiesta è necessario compilare la domanda di trasferimento e tante domande come passaggi richiesti.

 

Passaggio di Ruolo: Precedenze e Punteggi

 

In merito alle precedenze valide per la mobilità professionale ed il passaggio di ruolo, l’articolo 7/1 del CCNI 2013/2014 prevede che: “Le precedenze riportate nel presente articolo sono raggruppate sistematicamente per categoria e sono funzionalmente inserite, secondo il seguente ordine di priorità, nelle sequenze operative delle tre fasi della mobilità territoriale per le quali trovano applicazione. Per ogni tipo di precedenza sottoelencata viene evidenziata la fase o le fasi del movimento a cui si applica. In caso di parità di precedenza e di punteggio, prevale chi ha maggiore anzianità anagrafica.”

In questo modo, l’unica precedenza valida per la mobilità professionale è rappresentata per i docenti:

-          Non vedenti

-          Emodializzati

Da segnalare e documentare nel modello di domanda di passaggio di ruolo o di cattedra.

 

Rinuncia al Passaggio di Ruolo o di Cattedra

 

In termini generali, non è ammessa la rinuncia ad un passaggio di ruolo concesso. Le uniche eccezioni sono:

-          Motivi gravi documentati

-          Che il posto di provenienza sia rimasto vacante

-          Che la rinuncia non abbia delle conseguenze negative sulla gestione dell’organico

 

Per accedere ai moduli per la richiesta di passaggio di ruolo o mobilità 2013/2014, segue questo link: Mobilità docenti e Passaggio di ruolo – Modelli di domanda 
Fonti: Miur / Orizzontescuola

 

Roberta Buscherini

 

 

 

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ven, mar 22, 2013  Valentina
Clamorosa Retromarcia dell’Italia. I Marò Tornano in India.
4.8 (96%) 5 Vota Questo Articolo

Svolta del tutto inaspettata. un dietrofront improvviso che ha lasciato molti a bocca aperta. Dopo il pugno duro si torna alle carezze. il presidente del Consiglio Mario Monti, insieme al ministro della Difesa Giampaolo Di Paola e al sottosegretario agli Esteri Steffan de Mistura durante una riunione del Cisr (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) ha deciso che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone dovranno tornare in India.

 

Certo la decisione è maturata solo e soltando dopo aver richiesto e ottenuto dalle autorità indiane la garanzia scritta rispetto al trattamento che sarà riservato ai nostri fucilieri di Marina e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Tale rassicurazione si traduce in concreto nel fatto che non sarà applicata loro la pena di morte e nel fatto che potranno rimanere all’interno dell’ambasciata italiana. Quindi la presa di posizione di qualche giorno fa sul mancato rientro in India era dettata dalla paura che New Dehli potesse addiruttra decidere arbitrariamente sulla sorte dei nostri connazionali, non essendoci ancora alcuna dichiarazione ufficiale della corte suprema circa il tribunale speciale che dovrà scrivere la parola fine a questa incresciosa vicenda.

 

Certo che quando pochi giorni fa l’Unione Europa, citando la Convezione di Vienna, auspicava che Italia e India arrivassero a una soluzione soddisfacente e coerente con il diritto internazionale e coni l diritto del mare, probabilmente non intendeva questo. Non intendeva che uno dei due paesi coinvolti abbassasse la testa, calpestando dignità e onore nazionali…

 

Le Prime Reazioni Alla Decisione

 

La partenza verso l’India dei nostri marò è prevista entro poche ore; saranno accompaganti dal sottosegretario Steffan de Mistura che ha ricordato come la parola data da un italiano sia sacra. Il presidente napolitano ha invece sottolineato la responsabilità dimostrata dai marò nell’apprendere questa notizia affatto buona per loro.

 

Seppure dall’India arriva la soddisfazione per l’accordo raggiunto, le autorità d’oltreoceano non hanno mancato di ribadire che “le richieste italiane di incontri a livello diplomatico o di esperti non possono essere accettate. L’Italia e’ obbligata a rispettare l’impegno solenne assunto con la Corte Suprema”. Hanno poi fatto sapere anche che se il rientro avverrà a stretto giro

”Non possiamo e non vogliamo dire niente. E’ una cosa troppo grande” questo l’unico commento dei familiari del Maresciallo Latorre. Difficile dare loro torto.

 

Come Siamo Arrivati a Questa Clamorosa Retromarcia?

 

Come primo passo va riconisciuto che questa mossa italiana ha generato senz’altro un risultato, ovvero l’impegno indiano a non applicare la pena di morte ai nostri soldati. Da qui a poterci ritenee soddisfatti la strada è ancora lunghissima.

 

L’italia aveva infatti puntato i piedi trattenendo i marò in patria sulla base del fatto che l’india non avesse giurisdizione sul processo. e adesso? cosa è cambiato? Possono essere state le pressioni sull’ambasciatore italiano? Possono essere stati interessi commeciali poco trasparenti? rimane tutto anocra da capire. Ma la verità, amara, è che siamo un passo indietro rispetto al punto di partenza. E questo non fa bene prima di tutto ai nostri ragazzi, in balia degli umori istituzionali dell’uno e dell’altro paese. Non fa bene neanche all’Italia, alla sua immagine e al peso internazione che sempra sempre meno incisivo.

Proprio su questo vertono le polemiche politiche scatenata dalla decisione del Governo Monti: da destra e da sinistra arrivano parole dure che condannano questa inversione dell’Italia, ingiustificata, senza senso e che riduce sotto i piedi l’orgoglio nazionale agli occhi del mondo.

 

 

fonte: grnet /ansa / ilsussidiario / fanpage

 

Valentina Stipa

 

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