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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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gio, mar 21, 2013  Roberta Buscherini
Integrazione Scolastica: Handicap, Diversità e Problemi Sociali
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Integrazione scolastica degli studenti con disabilità o con problemi di apprendimento è uno dei punti basici del sistema educativo italiano. Infatti, da parte del Ministero esiste un forte impegno per far si che la scuola italiana diventi una comunità accogliente per quel che riguarda l’integrazione scolastica, a prescindere da diversità, problematiche e caratteristiche diverse.

Viviamo in un mondo di diversità: non ci sono più limiti e non ci sono più barriere. La scuola pubblica è sempre più piena di studenti di origine non italiana ma non solo. In tutte le strutture scolastiche italiane esistono situazioni difficili e alunni con alcun tipo di disabilità. L’integrazione scolastica è necessaria per offrire anche a questi studenti l’opportunità di formarsi e crescere a cui hanno diritto.

 

Integrazione Scolastica Disabili

 

Il MIUR ha emanato recentemente un documento con le principali indicazioni per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità nella scuola. Le linee guida pubblicate hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della scuola per quel che riguarda gli alunni portatori di handicap.

 

Dirigenti scolastici e integrazione scolastica

 

integrazione scolasticaI dirigenti scolastici sono i responsabili della qualità dell’offerta formativa nelle scuole, questo include anche gli alunni con disabilità. Il Piano dell’Offerta Formativa (POF) prevede tutte le azioni da compire in materia di educazione e formazione, questo include risposte precise ad esigenze particolari o necessità educative individuali. Il dirigente scolastico ha l’obbligo di garantire l’applicazione di questo piano e la qualità nell’offerta formativa anche in casi speciali.

 

In termini generali, per garantire l’integrazione scolastica, devono:

-          Promuovere la formazione e l’aggiornamento del personale docente

-          Promuovere progetti con l’obiettivo di migliorare l’integrazione scolastica e la globalità

-          Conoscere e seguire i casi di alunni disabili o con problematiche della propria scuola

-          Coinvolgere le famiglie nella formazione dei propri figli disabili

-          Attivare azioni per garantire la continuità del percorso formativo degli alunni disabili da parte delle scuole successive

-          Intraprendere azioni per rimuovere eventuali barriere architettoniche o senso-percettive.

 

Docenti e Integrazione scolastica

 

Gli insegnanti invece, secondo le linee guida del MIUR per l’integrazione scolastica, dovrebbero lavorare su tre direzioni diverse:

1-      Il clima della classe: si tratta di garantire un clima di coinvolgimento e assumere comportamenti non discriminatori nel caso di presenza di alunni disabili o con problemi.

2-      Le strategie didattiche: i progetti formativi applicati devono essere orientati all’inclusione e all’apprendimento cooperativo.  E’ importante inoltre, che gli insegnanti predispongano i documenti per lo studio in formato elettronico per fare in modo che essi possano risultare accessibili anche ad alunni che usano ausili e computer per svolgere le loro attività di apprendimento. D’altra parte, i docenti devono tenersi aggiornati e migliorare la propria formazione in materia d’insegnamento ad alunni con necessità educative speciali.

3-      L’apprendimento: Per valutare il percorso di ogni alunno, i docenti devono considerare i limiti e le potenzialità dell’alunno in questione. In questo senso, sarà necessario attivare strategie personali di approccio per conoscere i ritmi e gli stili di apprendimento in ogni caso.

La figura dell’insegnante di sostegno è importante ma per la formazione e per l’integrazione scolastica di tutti gli studenti, è necessario il coinvolgimento di tutta la comunità scolastica.

 

Famiglie e Imprese per l’Integrazione Scolastica

 

Le famiglie di tutti gli alunni, soprattutto se si tratta di alunni con difficoltà, devono essere coinvolte nel loro apprendimento. La partecipazione dei familiari degli alunni con disabilità al processo d’integrazione scolastica avviene mediante adempimenti previsti dalla legge, come ad esempio, la possibilità di partecipare alla creazione del Profilo Dinamico Funzionale dello studente. Per questo motivo è necessario un vero e continuo rapporto tra la scuola e la famiglia, in quanto quest’ultima è un vero punto di riferimento anche per i docenti.

 

Roberta Buscherini

 

 

 

 

 

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mer, mar 20, 2013  Roberta Buscherini
Indennità di Disoccupazione ASpl: Nuove Disposizioni
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Indennità di Disoccupazione: Il Ministero ha emanato una nuova circolare, la 37 del 14 marzo 2013, con alcuni chiarimenti riguardo l’indennità di disoccupazione, nominata ASpI.

 

 

Indennità di disoccupazione ASpl: Durata delle prestazioni

 

indennità di disoccupazioneLa presente circolare modifica la legge vigente in materia di disoccupazione e indennità in questo modo:

- Dipendenti di meno di 55 anni: i lavoratori di età inferiore a 55 anni, hanno diritto all’indennità di disoccupazione durante un periodo massimo di 12 mesi. A questo periodo bisogna togliere però, eventuali periodi in cui abbiano già fruito della prestazione sia a titolo di indennità di disoccupazione ASpI che mini-ASpI negli ultimi dodici mesi  precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro;

- Dipendenti di età pari o superiore a 55 anni: questi lavoratori hanno diritto alla prestazione per un periodo massimo di 18 mesi, togliendo i periodi di indennità già eventualmente utilizzati.

 

 

Durata della prestazione indennità di disoccupazione mini-ASpl

 

Anche in questo caso ci sono modifiche da segnalare. Infatti, la nuova circolare precisa che l’indennità di disoccupazione è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro e che, ai fini della durata, non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione della prestazione.

Se si tratta di lavoratori che hanno fruito di un’indennità di disoccupazione mini-ASpl parziale perché hanno riiniziato a lavorare prima della fine del periodo di durata spettante, la legge prevede la possibilità di computare, ai fini di una eventuale nuova indennità mini-Aspi, anche i periodi di contribuzione residui presi in considerazione per la precedente prestazione parziale.

 

 

Indennità di disoccupazione mini-ASpl: Sospensione della prestazione

 

 

La nuova circolare prevede la sospensione fino ad un massimo di sei mesi dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori, in caso di nuovo lavoro con contratto di lavoro subordinato.

 

 

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mar, mar 19, 2013  Roberta Buscherini
Dirigenti Scolastici: Codice Etico di Comportamento e Responsabilità
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Dirigenti Scolastici: compiti, responsabilità e codice etico. I dirigenti scolastici, appartenenti alla categoria dei dipendenti statali, sono i responsabili della gestione delle risorse finanziarie e strumentali delle strutture scolastiche. Infatti, i dirigenti scolastici hanno la responsabilità di dirigere, coordinare e valorizzare le risorse umane, ma anche di organizzare le attività scolastiche per fare in modo d’incrementare l’efficacia e l’efficienza dei risultati.

Altre competenze dei dirigenti scolastici sono, ad esempio, coordinare le relazioni sindacale e amministrare le risorse finanziarie che riceve la scuola dallo stato. In questo senso è obbligato ad inviare un resoconto periodico sull’uso di queste risorse.

 

Codice Etico dei Dirigenti Scolastici

 

L’Associazione Nazionale di Dirigenti Scolastici, ANDIS, ha creato un codice etico dei dirigenti scolastici delle scuole autonome sull’ottica di comportamento esemplare per i giovani e l’orientamento degli studenti ai principi ed ai valori sanciti dalla costituzione italiana.

 

Principi generali della figura dei dirigenti scolastici

 

dirigenti scolastici-          Deve garantire i diritti degli studenti per quel che riguarda la formazione e il rispetto della propria persona

-          Deve garantire la libertà d’insegnamento individuale e collettiva

-          Deve sviluppare strategie metodologiche per promuovere il successo formativo

-          Deve garantire la collaborazione tra scuola, amministrazione locale, organizzazioni sociali e culturali e il mondo del lavoro in generale.

-          Deve promuovere i comportamenti professionali e la collaborazione tra i docenti

-          Deve studiare il modo migliorare di utilizzare le risorse per fare in modo di ottimizzare tutti i mezzi e le dotazioni a disposizione della scuola

-          Deve esercire il suo potere in piena autonomia al di là delle proprie idee politiche, religiose o sindacali.

-          Deve agire rispettando al massimo i principi che fondamentano il lavoro nella pubblica amministrazione.

 

 Dirigenti Scolastici: Principi specifici nei rapporti interni ed esterni

 

-          Deve istaurare rapporti di qualità con gli alunni, le loro famiglie e con i docenti

-          Deve assumere decisioni imparziali

-          Deve ascoltare le osservazioni e i reclami provenienti dagli utenti per migliorare il servizio pubblico

-          Deve cercare di risolvere problemi interni, tra il personale della scuola, in modo imparziale

-          Deve agire in modo imparziale nei confronti delle imrpese e delle organizzazioni economiche destinatarie o fornitrici

-          Deve svolgere la propria attività con l’unico obiettivo di raggiungere i risultati attesi

-          Deve promuovere ogni forma di collaborazione e integrazione con altri enti del territorio

 

I dirigenti scolastici gestiscono l’organizzazione scolastica, che è un sistema complesso. Il loro ruolo è complicato perché devono integrare in modo sinergico i contributi delle diverse risorse (pedagogiche, didattiche, tecniche, amministrative, ecc….) per garantire la pluralità, la unitarietà, l’integrazione e la qualità del servizio scolastico.

Il ruolo dei dirigenti scolastici non è soltanto un compito di coordinamento dell’azione collettiva scolastica, ma deve dare esempio e garantire che le azioni dei singoli, studenti e docenti, si integrino in vista del raggiungimento di un compito comune.

 

Fonti: ANDIS / CISL Scuola

 

Roberta Buscherini

 

Per scaricare online il tuo cedolino segue questo link: Stipendio Pubblica Amministrazione

 

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lun, mar 18, 2013  Patrizia Caroli
Scuola On line: l’Italia è indietro
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Scuola on line. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’Ocse, avverte dello svantaggio della scuola on line italiana rispetto ad altri paesi d’Europa. Infatti, secondo l’ente, se il nostro paese non accelera negli investimenti nella scuola online e nelle tecnologie digitali ci vorranno almeno 15 anni per raggiungere paesi come l’Inghilterra, dove la scuola online è una realtà e l’ 80 % delle aule possiede strumenti didattici informativi. 

 

Secondo l’ultimo rapporto dell’OCSE, in ambito di scuola on line, l’Italia:

-          È lenta nella diffusione

-          Ha un budget limitato

-          Ha poche risorse

 

Scuola online: una questione di cultura

scuola on line

Foto: corrierecomunicazioni.it

Le risorse economiche che lo stato offre ogni anno alle scuole sono insufficiente per la creazione di una scuola on line di qualità, ma secondo gli esperti, non è tanto questo il problema. Il problema è perlopiù culturale.

 

Molti dirigenti scolastici e insegnanti infatti, hanno già capito la necessità di creare una scuola online di qualità e hanno cominciato a muoversi, senza attendere spinte dall’alto.

 

Collaborazione di famiglie e imprese per una scuola on line di qualità

 

Una delle soluzioni per migliorare la situazione della scuola on line in Italia sarebbe la creazione di un patto sociale con famiglie e imprese, fondato sulla loro sensibilizzazione, sull’importanza che gli studenti siano dotati di una tecnologia degna dei tempi.

 

Secondo l’organizzazione, se sono le famiglie ad acquistare parte di questi strumento garantisce una maggior responsabilità da parte degli alunni per quel che riguarda la conservazione. Inoltre, obbliga la società in generale a vedere questo tipo di strumenti digitali, della scuola on line, come attrezzi di formazione piuttosto che soltanto strumenti di gioco.

 

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mer, mar 13, 2013  Ranalli
Passaggio di Ruolo Scuola: Storia di una chimera
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Passaggio di ruolo scuola. Il presente articolo vuole essere una sorta di promemoria per quanti docenti, oggi precari, sono in attesa del fatidico momento del passaggio dal tempo determinato al tempo indeterminato, ovvero del passaggio di ruolo scuola.

In genere pochi fortunati, e sono davvero pochi, riescono ad avere l’immissione in ruolo, ovvero il passaggio di ruolo scuola, direttamente dalle graduatorie dei concorsi ordinari senza aver mai fatto la cosiddetta vita da precario.

Ma come ci tenevo a sottolineare sono davvero pochi quelli che raggiungono direttamente il passaggio di ruolo scuola.

 

Passaggio di ruolo scuola: La Storia del Precariato

 

passaggio di ruolo

Foto: Cislbrescia.it

Migliaia e migliaia invece sono i docenti che al ruolo giungono dopo un interminabile periodo di precariato, prima del passaggio di ruolo scuola, che per tantissimo è durato addirittura anni.

Essere docente precario ed essere docente a tempo indeterminato produce degli effetti giuridici ed economici molto evidenti e sostanziali per quel che riguarda il passaggio di ruolo scuola e i diritti dei propri insegnanti.

I primi ( i docenti precari ) nonostante siamo presenti nel mondo della scuola da tempo non acquisiscono alcun diritto dal punto di vista delle ferie, assenze per malattia, aumenti stipendiali legali all’anzianità.

Sulla cosa c’è però da fare un riflessione…molti giudici monocratici su diversi tribunali del lavoro si stanno esprimendo favorevolmente per il riconoscimento anche al personale precario degli scatti biennali di stipendio e della progressione economica nonché del diritto di costoro all’immissione nei ruoli dello stato dopo la reiterazione per almeno tre anni di un contratto di lavoro.

Ma questa è un’altra storia.

All’inizio di ogni anno scolastico tuttavia si accende la speranza per migliaia di precari di, fare il passaggio di ruolo scuola, e accedere al ruolo e fare il passaggio di ruolo scuola.

Questo può avvenire poiché anno a livello amministrativo viene operato un accordo per quei posti resisi disponibili per effetto di collocamenti a riposo ed altro da destinare al personale da immettere in ruolo.

 

A questo punto avviene un operazione abbastanza complessa e delicata poiché viene determinato il numero complessivo dei posti da destinare a questa operazione su base nazionale tenendo sempre e comunque presente che tutti i posti da assegnare sono suddivisi al cinquanta per cento tra il personale proveniente dai concorsi ordinari e quello appartenente  alle graduatorie ad esaurimento.

Esaurita questa fase si suddividono le assunzioni da operare su base regionale e quindi poi in ultimo su base provinciale.

A questo unto ogni Centro Scolastico Amministrativo fa le sue convocazioni per tutti quanti sono gli aventi diritto.

 

Passaggio di ruolo scuola: diritti

 

Il docente nominato in ruolo in prova dal primo giorno che ciò avviene acquisisce gli stessi diritti degli altri docenti di ruolo per tutto quanto attiene alle assenze.

Solo dopo il superamento dell’anno di formazione e prova ( che viene sancito attraverso una relazione da presentare ad una apposita commissione interna che dovrà valutare l’operato del docente con l’emissione del relativo decreto da parte del dirigente scolastico) il docente immesso in ruolo può chiedere la ricostruzione di carriera e produrre tutti gli altri documenti per la di lui sistemazione previdenziale ( vale a dire eventuale domanda di ricongiunzione ai sensi della legge 29/79 e simili , eventuale riconoscimento del servizio militare di leva, eventuale riconoscimento del congedo parentale per nascita di figli nati antecedente l’instaurazione del rapporto di lavoro, riscatto ai fini della buonuscita ecc. ecc.)

La ricostruzione di carriera è un diritto del docente e questo diritto va esercitato attraverso una richiesta scritta per evitare la prescrizione decennale.

Se un docente ha da far valere anni di pre-ruolo , questi sono validi ai fini giuridici ed economici da uno a quattro per intero.  Se oltre ai primi quattro ci sono altri anni di pre-ruolo da far valere questi vengono valutati solo giuridicamente nella misura di otto mesi ciascuno i successivi quattro vengono accantonati  e recuperati  al compimento del diciottesimo anno di servizio per la scuola primaria e infanzia e sedici anni per la scuola secondaria.

Passaggio di ruolo scuola.

 

Giancarlo Ranalli

 

Per scaricare online il tuo cedolino, segue questo link: Stipendio Pubblica Amministrazione

 

 

 

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