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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mer, set 24, 2014  Valentina
Esercito. Nasce Il COMFOSE
4.3 (86.67%) 3 Vota Questo Articolo

 

Nasce sotto una pioggia battente il COMFOSE, il Comando delle Forze Speciali dell’Esercito.

Un forte temporale ha infatti interrotto bruscamente la cerimonia di costituzione presso la caserma “Gamerra” di Pisa, sede del Centro Addestramento Paracadutismo proprio durante l’intervento del generale di brigata Nicola Zanelli Zanelli, a cui questo nuovo comando è stato affidato.

 

ComfoseIl compito di questo neonato dipartimento è quello di provvedere all’addestramento e alla validazione delle unità dipendenti, ovvero il 9° Reggimento d’assalto “Col Moschin”, il 185° Reggimento Ricognizione Acquisizione Obiettivi e dal 1°luglio il  28° Reggimento Comunicazioni Operative “Pavia” e il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, a cui si aggiungerà anche il 26° Reparto Elicotteri per Operazioni Speciali.

 

Lo scopo principale che ha portato alla creazione del COMFOSE è strettamente legato alla necessità di  avere uno strumento immediato e sempre disponibile che possa assolvere tutti i compiti delle operazioni speciali, razionalizzando però le esigenze delle forze armate.

 

 

 

COMFOSE. Un Adeguamento Allo Stato Di Allerta Internazionale

 

 

La creazione del COMFOSE ci avvicina anche agli alleati Stati Uniti, Francia e Germania, i quali già possiedono corpi di questo genere e con i quali aumenteranno necessariamente le interazioni.

In un contesto mondiale, nel quale la minaccia fondamentalista dell’Isis fa sempre più paura, la nascita di dipartimenti speciali non è altro che un adattamento ai mutamenti internazionali nell’ottica della massimizzazione dell’efficacia delle forze armate.

Come dichiara alla stampa il Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano durante la cerimonia, la creazione del COMFOSE è “una scelta strategica che permette all’Italia di predisporre al meglio una componente che si è dimostrata fondamentale in tutte le missioni internazionali e la cui importanza sarà ulteriormente accresciuta attraverso una maggiore e più stretta collaborazione con le Forze convenzionali nazionali ed internazionali”.

 

Non solo. La nascita di questo dipartimento in qualche modo va a colmare anche se solo parzialmente la sofferenza  delle forze armate italiane legata alla scarsità di risorse, in particolare per ciò che riguarda l’addestramento e la formazione del personale.

 

 

 

Fonte: analisidifesa /  esercito.difesa

 

 

Valentina Stipa

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gio, set 18, 2014  Valentina
Difesa. Il Renzi-Pensiero Non Quadra
3 (60%) 2 Vota Questo Articolo

 

Le spese militari sono un tema molto complicato. Quando fai delle spese che sono inutili solo per il gusto di buttare via soldi, e purtroppo ci sono anche queste realtà, ti senti piangere il cuore pensando che la più grande spesa militare che puoi fare è investire in educazione. La più grande arma per costruire la pace non è l`F35 o l`Eurofighter, è la scuola.”

Parole di Renzi, il premier delle armi ai Curdi.

 

istituzioni e libro biancoDurante un’intervista all’Agesci, il primo ministro ha poi ampliato il suo concetto,  parlando dell’importanza per le forze armate della ricerca scientifica a discapito di inutili strumenti bellici.

Il premier della conferma degli F 25.

 

Parole senza dubbio contrastanti con le azioni dello stesso governo e che poco tengono in considerazione la drammatica situazione dell’esercito italiano e delle forze armate in generale, in termini finanziari e professionali.

 

Parole contrastanti anche con le linee guida del Libro Bianco, elaborate dal Ministro Pinotti, sulla strategia evolutiva delle forze armate per i prossimi 15 anni che dovrebbero portare alla creazione di “uno strumento militare che costituisca componente attiva e qualificante della politica multidisciplinare e interministeriale del Governo per la sicurezza e la difesa, in grado di concorrere efficacemente alla salvaguardia delle direttrici di sviluppo economico e sociale del Paese nel contesto internazionale” ovvero “con diversificate capacità operative, che possano essere impiegate a livello nazionale o in coalizione in ogni fase di un conflitto e per un protratto periodo di tempo”.

 

 

Difesa: Ottobre, Il Mese Della Verità

 

 

 

progetti normativi difesaTutti questi nodi verranno comunque al pettine il prossimo ottobre, con l’approvazione della Legge di Stabilità 2015, la quale riporterà a chiare lettere gli interventi che interesseranno il dicastero della Difesa e la quantità dei nuovi tagli al bilancio delle Forze Armate.

 

Entro dicembre poi ci sarà la presentazione del Libro Bianco in parlamento che dovrebbe dare una scadenza temporale alla revisione dello strumento militare.

 

Non dimentichiamo poi che proprio al libro bianco possono contribuire tutti, dicendo la propria o dando suggerimenti utili inviando una mail all’indirizzo librobianco@difesa.it.

 

Un modo senza dubbio originale per coinvolgere i cittadini nella strategia evolutiva delle forze armate per i prossimi 15 anni almeno. Una differenza epocale rispetto al primo libro bianco di Spadolini nel 1985, dettato dallo sfumare dello scontro tra est e ovest e anche al precedente dell’on. Martino nel 2002, legato alla tragedia dell’11 settembre.

 

Chissà se anche questo terzo Libro Bianco farà storia oppure farà solo più confusione.

 

 

 

 

Fonte: analisidifesa / forzearmate / leggioggi / internazionale

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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sab, set 13, 2014  Marco Brezza
Pensioni Esercito: come uscire da una difficile situazione
2.3 (46.67%) 3 Vota Questo Articolo

Il comparto difesa relativo allo Stato italiano sta attraversando una fase in cui diverse problematiche vengono a galla ogni giorno: in particolare per quello che riguarda l’Esercito. Infatti da una parte si concretizza lo spettro della riduzione degli stanziamenti per i programmi militari, attraverso una “spending review” che sfoltisce di 400 milioni le spese nel settore; dall’altra ci sono gli effetti di questa crisi economica che si sono abbattuti da un punto di vista economico su una categoria che non è eccessivo definire “martoriata”: si tratta dei pensionati che nel corso della vita hanno impiegato il loro impegno al servizio dell’Esercito.

 

Fonte: esercito.difesa.it

Fonte: esercito.difesa.it

Pensioni Comparto Sicurezza: la voce del sindacato Csd

 

Una nota del sindacato Csd (Comparto Sicurezza e Difesa) stigmatizza la difficile situazione: “Sono vent’anni che le pensioni non aumentano, pertanto impoverendosi per il mancato adeguamento all’aumento reale del costo della vita. Il Sindacato ritiene indispensabile che le pensioni minime siano portate almeno a 1500 euro al mese e che le pensioni di invalidità, il cui importo si assesta circa 270 euro mensili, siano semplicemente vergognose. I Governi che si sono succeduti nell’ultimo ventennio, hanno operato per stringere, sempre e continuamente, sulle pensioni e sui diritti dei pensionati (…). Il Sindacato Csd esige rispetto per i pensionati spremuti, dimenticati e penalizzati”.

 

Requisiti di accesso al pensionamento

 

A tale riguardo potrebbe essere utile rinfrescare la disciplina dell’accesso al pensionamento del personale del comparto sicurezza-difesa e soccorso pubblico nel nostro paese. Infatti la Direzione Centrale Previdenza dell’INPS ha cercato di chiarire l’attuale meccanismo di acceso al pensionamento : in tal senso continuano ad essere in vigore i requisiti previsti dalla previgente normativa, per cui rimangono pressoché invariati i requisiti necessari sia per il il diritto all’accesso al pensionamento di vecchiaia che di anzianità, a cui andranno aggiunti, per il personale interessato che al 31 dicembre 2010 non aveva raggiunto i requisiti di accesso al pensionamento di anzianità, la cosiddetta “finestra mobile”, ovvero 12 mesi di ulteriore permanenza in servizio ai fini della decorrenza del trattamento. Senza dimenticare gli incrementi connessi all’aumento della speranza di vita.
Una circolare emanata lo scorso anno ha poi confermato il proseguimento dell’applicazione deii limiti ordinamentali stabiliti per la pensione di vecchiaia, ovvero: 60 anni per le mansioni che vanno da Agente a Primo Dirigente, 63 anni per la categoria di Dirigente Superiore, 65 anni per quella di Dirigente Generale. A questo riguardo permane una eccezione: solo nel caso in cui il personale interessato, raggiungendo tali limiti di età per la pensione di vecchiaia, non abbia maturato in precedenza i requisiti previsti per il pensionamento di anzianità, il requisito anagrafico viene incrementato di tre mesi. A questo dovrà eventualmente aggiungersi il regime della decorrenza di 12 mesi.

 

Comparto Sicurezza: le buone notizie

 

A corollario generale di tutto il discorso inerente al comparto sicurezza non va infine dimenticato che per quel che riguarda il 2014 buone notizie giungono dalla Legge di Stabilità: quest’ultima provvederà a rifinanziare per l’importo di 50 milioni di euro il fondo istituito nello stato di previsione del Ministero della Difesa ai sensi dell’articolo 616 del codice dell’ordinamento militare, finalizzato mantenere in efficienza lo strumento militare, attraverso interventi di sostituzione, ripristino e manutenzione di  infrastrutture, scorte mezzi di lavoro ed equipaggiamenti militari.

 

Fonti: silpcgiltoscana.it, sindacatocsd.it

 

Patrizia Caroli

 

 

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sab, ago 30, 2014  Valentina
Pensioni Esercito. Buone Notizie Dai Benefici Combattentistici
4.4 (87.5%) 8 Vota Questo Articolo

missioni all'estero

Una recente sentenza della Corte dei Conti ha riconosciuto il diritto alla supervalutazione dei periodi di servizio svolti in missioni estere, conosciuti come benefici combattentistici, anche oltre il limite dei 5 anni stabilito dal D.lgs. 165/1997.

Questa ha scatenato una montagna di ricorsi, considerato che il Ministero della Difesa si è già espresso, negando il riconoscimento di questo diritto e arginando le azioni di rivalsa al ricorso. Ricordiamo che i benefici combattentistici sono quelli relativi alle missioni riconosciute dal ministero della difesa con la legge 1746 dell’11 dicembre 1962 e riguardano sia aspetti di carattere economico che previdenziale.

Con questo articolo cerchiamo di fare chiarezza sulle modalità di ricorso. Prima però è giusto ricordare che i diritti oggetto di questo articolo sono in realtà già stabiliti per legge: l’INPDAP infatti aveva emanato una direttiva in questo senso, che l’amministrazione Difesa però ha interpretato in maniera differente, non riconoscendo tali diritti e invitando il nuovo ente previdenziale INPS alla modifica della direttiva stessa.

 

 

Benefici Combattentistici. Cose Serve Per il Ricorso

 

 

Per poter aderire al ricorso è necessario essere in possesso di almeno uno dei documenti che andiamo ad elencare, affinché si possa facilmente individuare il nome, la missione e il periodo del suo svolgimento:

1. Estratto foglio matricolare che riporti nominativo, missioni svolte e relativi periodi;

2. Dichiarazione dell’amministrazione che attesti la missione;

3. Attestati di partecipazione rilasciati dall’autorità internazionale per la quale si è svolta la missione;

4. Ordini di servizio nominativi

 

La missione deve aver avuto però una durata minima di tre mesi anche non continuativi.

benefici combattentisticiSe si è partecipato a più di una missione in zone diverse si ha comunque diritto alla maggiorazione al raggiungimento dei tre mesi nell’anno solare.

Per poter aderire al ricorso è necessario inviare i documenti e i moduli di adesione all’indirizzo Sideweb srl Casella Postale n. 02 – 33077 – SACILE (PN). Si riceverà poi una mail di conferma di ricezione della documentazione e un’altra con il numero di ruolo del ricorso. Il termine ultimo per aderire è il 15 luglio.

 

 

Benefici Combattentistici. Quali vantaggi si possono ottenere facendo ricorso

 

 

 

La partecipazione attiva a missioni internazionali rischiose è parificata a quella nelle campagne di guerra e come tale dà diritto a una serie di vantaggi di carattere economico e previdenziale come l’aumento pari a un anno fittizio per ogni missione.

Le maggiorazioni maturate possono essere fatte valere ai fini pensionistici oppure in termini di indennità di buonuscita.

Va però tenuto presente che questi anni fittizi hanno valore per l’acquisizione del diritto di pensione anticipata, ma incidono sull’importo della pensione solo per coloro che al 31/12/1995 avevano 18 anni contribuitivi (utili e figurativi).

 

 

Fonte: forzearmate /psagroup

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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ven, apr 25, 2014  Patrizia Caroli
Esubero Nelle Forze Armate: Interventi drastici sui militari
4.1 (82.5%) 8 Vota Questo Articolo

Esubero nelle forze armate: Le strategie della crisi

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La spending review impone di risparmiare sulla spesa pubblica e, a tal fine, si assiste ad un drastico ridimensionamento di quello che viene definito esubero nelle forze armate. Si sta assistendo ad una riduzione del volume organico complessivo ell’Esercito da raggiungere, in un primo step, entro la fine del 2015 e poi, gradualmente, entro il primo gennaio 2021. Lo scopo è quello di tagliare 27.800 unità delle Forze Armate tra militari, civili e personale dirigente. Diverse le strategie adottate per il raggiungimento di questo obbiettivo, dal ricorso alla mobilità anche per il personale militare al pensionamento anticipato obbligatorio; ma vediamo nel dettaglio quali sono gli interventi messi in campo dalla LEGGE n. 244 del 31 dicembre 2012, con la quale si vuole intervenire sul problema dell’esubero nelle forze armate:

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- Riduzione della dotazione organica delle Forza armate, suddivise per ruolo e grado, in misura non inferiore al 10%.
- Riduzione del numero delle promozioni a scelta, fatta eccezione per il Corpo della Guardia di Finanza, l’Arma dei carabinieri, il Corpo della polizia penitenziaria e il Corpo delle capitanerie di porto.
- Riduzione del personale militare non dirigente facendo ricorso all’istituto del collocamento in aspettativa .
- Collocamento in congedo delle unità in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi richiesti dalla normativa che, sulla base della normativa vigente prima della riforma (articolo 24 del decreto-legge n. 201 del 2011), avrebbero determinato la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2014 e, successivamente, l’avvio di processi di mobilità guidata, tesi al ricollocamento del personale presso uffici delle pubbliche amministrazioni che presentino vacanze di organico.
- Processi di mobilità guidata, anche intercompartimentale, tesi alla ricollocazione del personale in esubero presso uffici delle pubbliche amministrazioni che presentino mancanze di organico.

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esercitoitalianoblog.it

esercitoitalianoblog.it

Se non sarà possibile riassorbire l’esubero nelle forze armate partendo dalle soluzioni appena descritte, si potrà ricorrere al collocamento in aspettativa per riduzione quadri.

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In attuazione della Legge n 244, finalizzata al risoluzione del problema dell’esubero nelle forze armate, il Governo ha predisposto:

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• La pianificazione triennale del personale militare finalizzata all’assestamento definitivo degli organici delle Forze armate sulle 170.000 unità, fatta eccezione per il Corpo delle capitanerie di porto e dell’aeronautica militare, entro il 2015.
• La riduzione del 20% per le dotazioni organiche di Generali/Ammiragli (da 443 a 358) e del 10% per le dotazioni organiche di Colonnelli/Capitani di Vascello (da 1957 a 1763). In tal modo si interverrà sul problema dell’ esubero nelle forze armate riducendo entro 10 anni gli organici di Colonnelli/Capitani di Vascello (1566 unità), ed entro 6 anni gli organici di Generali/Ammiragli (310 unità).
• La diminuzione delle dotazioni organiche e della quantità delle promozioni a scelta al grado superiore degli ufficiali dell’Esercito, dell’Aeronautica e della Marina (eccetto il Corpo delle capitanerie di porto).

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La disciplina applicabile al personale in esubero nelle forze armate stabilisce infine che, per il personale militare non dirigente che entro la fine del 2015 non sia stato riassorbito, è disposto il collocamento d’ufficio in aspettativa per riduzione di quadri (ARQ) prendendo in considerazione la maggiore anzianità anagrafica.

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Anche gli ufficiali che abbiano elevati requisiti di anzianità contributiva (dai quaranta anni in su) o anagrafica (non più di cinque anni dal limite di età di pensionamento) e che risultino in esubero nelle forze armate, possono presentare domanda per il collocamento in ARQ (aspettativa per riduzione quadri).

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La disciplina della ARQ può essere applicata anche al personale non dirigente che percepisce il 95% dello stipendio e non può ricevere promozioni in seguito al collocamento nella ARQ. Il personale non dirigente in esubero nelle forze armate può permanere in tale posizione fino alla pensione anticipata o di vecchiaia e può essere collocato in ausiliaria solo in seguito alla cessazione dal servizio per il raggiungimento dei limiti di età o, previa domanda, se si trovasse a non più di cinque anni dal limite di età pensionabile. Il personale non dirigente in esubero nelle forze armate non può essere impiegato, per eventuali esigenze, dal Ministero della difesa o da altri Ministeri.

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Esubero nelle forze armate: Il parcheggio delle “seconde aliquote”

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Merita un cenno, infine, anche la questione delle “seconde aliquote”che si inscrive sempre nel problema dell’ esubero nelle forze armate. Ma chi sono le seconde aliquote? Si tratta di giovani vincitori di concorsi nella Polizia di Stato che sono impiegati, però, come militari. Secondo l’art. 16, comma 4, della legge 23 Agosto 2004 n. 226, infatti, “dei concorrenti giudicati idonei e utilmente collocati nella graduatoria, di cui al comma 3, il 55% (prima aliquota, n.d.r) è immesso direttamente nelle carriere iniziali del ruolo degli agenti ed assistenti della Polizia di Stato e il restante 45% (seconda aliquota, n.d.r.) è immesso nel medesimo ruolo, dopo aver prestato servizio nelle Forze Armate in qualità di volontario in ferma prefissata quadriennale”. Una decisione ingiusta secondo i volontari in ferma prefissata quadriennale (Vfp4), in quanto renderebbe precari più di 1550 ragazzi, dato che alla fine dei quattro anni verranno congedati-licenziati in attesa della chiamata in Polizia e, nel caso in cui apportassero un danno fisico durante i 4 anni di servizio militare, perderebbero anche l’idoneità per l’assunzione in Polizia.

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Patrizia Caroli

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