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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, mar 7, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. I principi del riordino carriere
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Fonte: direttissimaonline2.blogspot.com

 

Mentre si attendono gli esiti della riunione già una volta rimandata per un confronto sulla revisione degli ordinamenti e dei ruoli delle forze di polizia, trapelano alcune indiscrezioni su quanto verrà sottoposto al tavolo tecnico del ministero dell’interno.

 

Sebbene non ci sia alcuna ufficialità, analizziamole insieme per avere un’idea generale più chiara.

 

 

 

 

 

Polizia Penitenzia. I dettagli distinti per ruolo

 

 

Iniziamo questo excursus analizzando i ruoli, uno per uno.

Per ciò che riguarda gli agenti si parla dell’introduzione del diploma di scuola secondaria di secondo grado per accedere alla qualifica iniziale.

 

Sull’inquadramento degli assistenti capo invece nel ruolo di sovrintendenti dovrebbe esserci una semplificazione delle modalità e una permanenza nella sessa sede almeno nella fase di transizione. A coloro poi che hanno maturato almeno 13 anni in questa qualifica dovrebbe venire riconosciuto un assegno di responsabilità e la qualifica di sostituto sovrintendente.

 

Ragionamento simile anche per i sovrintendenti che conosceranno la semplificazione delle procedure e l’assegnazione di un assegno, insieme alla qualifica di sostituto ispettore. Anche per gli ispettori vale lo steso trattamento: semplificazione, assegno e qualifica di sostituto commissario.

 

Per ciò che riguarda invece la revisione della carriera dei funzionari, andrebbe prevista in un unico ruolo, il cui diritto di accesso sarebbe vincolato al possesso di una laurea specialistica, corso biennale e master. Si parla poi dell’introduzione dell’accesso per metà dall’interno e per l’altra metà con concorso pubblico, senza distinzioni di ruoli e funzioni.

 

Per i dirigenti la situazione rimane legata alle modalità di accesso con laurea triennale o specialistica, con l’unico scopo di valorizzare la progressione della carriera.

 

 

Polizia Penitenziaria. L’aspetto Economico rimane da rifare

 

 

In termini economici, la bozza contiene solo un accenno ai trattamenti dei dirigenti, nel quale si fa riferimento a “l’assorbimento delle risorse dei 13 e dei 23 anni, nonché del compenso del lavoro straordinario e delle altre indennità, da far confluire anche in un apposito Fondo, con la successiva redistribuzione delle stesse per legge (senza oneri aggiuntivi) anche nei confronti del personale già destinatario del predetto meccanismo dei 13-23 anni, e con rinvio ad un successivo DPCM, ovvero con l’eventuale introduzione di un’area negoziale limitata alle sole indennità accessorie e alla parte normativa del rapporto di lavoro”.

 

Come scritto in apertura si tratta solo di una bozza di documento ancora tutto da discutere definire, ma che senza dubbio, mostra le linee guida lungo le quali si dovrà rimanere per elaborare un documento concertato. Quando? Speriamo a breve.

 

 

 

 

Fonte: sappe

 

 

 

 

Valentina stipa

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mer, mar 2, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Continuano i problemi in famiglia
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E come li vogliamo chiamare se non problemi di famiglia, le continue incomprensioni tra il DAP e le associazioni di categoria della polizia penitenziaria? In fondo, seppure in modi e con strumenti diversi, entrambi dovrebbero tutelare gli appartenenti al corpo.

Di fatto però si fa un passo avanti e due indietro e le manifestazioni di piazza sembrano essere sempre più vicine.

 

 

Polizia Penitenziaria. Il Passo Avanti

 

 

Fonte: ilsecoloxix.it

Fonte: ilsecoloxix.it

Il passo avanti è avvento in pochi giorni fa, quando il DAP durante un incontro ad hoc presso la sua sede, al quale hanno partecipato anche il Vice Capo Dipartimento e il Direttore Generale del Personale oltre al capo del DAP stesso e alle associazioni sindacali di polizia penitenziaria, del Comparto Ministeri e della Dirigenza Penitenziaria, ha annunciato che non vi sono altre chiusure di istituti oltre a quelle di  Sala Consilina e Savona e che “è intenzione dell’Amministrazione orientarsi su percorsi agevolati con parametri guida al fine di conciliare interessi bilaterali tra A.P. e Personale”.

 

Va precisato subito che questo incontro non è nulla di concreto, ma solo una specie di tavolo di consultazione per raccogliere pareri in vista della stesura di un documento condiviso che vada a disciplinare in maniera compiuta la materia della ricollocazione e del reimpiego del personale in forza ad istituti che hanno già conosciuto o potrebbero a breve conoscere la dismissione.

 

Ad oggi dunque non esiste ancora una data di inizio lavori, ma va apprezzato lo sforzo verso il confronto che in altri casi non c’è stato.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Il passo indietro

 

 

Pochi giorni dopo l’incontro di cui abbiamo appena parlato, il DAP ne ha organizzato un altro dal titolo “Le dotazioni organiche del Corpo di Polizia Penitenziaria”.

 

Prima di questo incontro lo stesso DAP aveva inviato una comunicazione preventiva che in termini numerici ripartiva le nuove dotazioni organiche del corpo.

Era logico aspettarsi da parte delle associazioni sindacali, proprio alla luce di questa comunicazione informativa pre incontro, che durante lo stesso il DAP avrebbe argomentato quei numeri e spiegato e logiche di ripartizione.

Niente di tutto questo è accaduto.

 

L’incipit all’incontro è stato che “avrebbe avuto natura interlocutoria e che l’unico scopo della riunione era il raggiungimento di una intesa di massima per destinare un cospicuo numero di personale alla Giustizia Minorile e di Comunità, onde permettere a quel dipartimento di cominciare ad organizzarsi per i propri obiettivi istituzionali”.

 

Di fatto quindi l’incontro altro non è stato che la ratificazione di una decisione già presa da parte del DAP.

Dunque il confronto di pochi giorni prima è andato a farsi friggere? Tutte le associazioni sindacati hanno espresso l’amarezza e la rabbia per questo atteggiamento. Tanto più questi sentimenti negativi sono aspri, se si pensa, ed è lecito farlo, che in occasione del giubileo, le altre forze di polizia hanno avuto l’ok per l’assunzione di 2500 uomini, mentre per la polizia penitenziaria è stato bocciato l’emendamento che ne avrebbe fatti assumere 800.

 

Corpo di serie B? i più fiduciosi possono anche continuare a non pensarlo, ma la schiera di coloro che pensano che sia così è sempre più numerosa.

 

 

 

 

Fonte: sappe / sinappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

 

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mer, feb 24, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Più studi, più ti premiano
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

Fonte: sinappe.it

Fonte: sinappe.it

Ogni tanto è giusto parlare anche di iniziative positive, che di certo non nascondono i problemi reali e quotidiani di una categoria che in questo momento preciso, vive un periodo di cambiamenti che non promettono nulla di buono.

 

L’ente di assistenza per il personale di amministrazione penitenziaria ha emanato in via ufficiale una comunicazione a tutti gli enti coinvolti circa l’elargizione di premi per il personale dell’amministrazione di polizia penitenziaria in servizio e del dipartimento per la giustizia minorile per tutti coloro che hanno conseguito nell’anno 2015 un titolo di studio superiore a quello posseduto.

 

Il budget dei premi verrà ripartito sulla base di due criteri:

 

1- Numero di domande in base alla tipologia del titolo conseguito

 

2- Anni di studio realmente effettuati e non superiori alla durata legale del corso di studio.

 

 

In attuazione del protocollo d’intesa stipulato con il dipartimento minorile, a quest’ultimo verrà destinato il 3% della somma stanziata.

 

 

 

Polizia penitenziaria. Chi può partecipare

 

 

Potranno partecipare all’assegnazione del premio tutti coloro che hanno partecipato alla contribuzione volontaria in favore dell’Ente almeno da gennaio 2014 e che al momento della liquidazione risulti contribuente.

 

I titoli di studio per i quali viene prevista l’elargizione del premio sono il diploma di scuola secondaria di primo grado, l’attestato di scuola professionale, il diploma di scuola secondaria di secondo grado, il diploma di laurea vecchio ordinamento, la laurea triennale o magistrale, il dottorato di ricerca.

Sono esclusi dall’elargizione die premi i titoli di studio equipollenti a quelli posseduti i riconoscimenti ottenuti senza aver sostenuto esami, gli anni frequentati prima dell’emissione in ruolo e anche più titoli conseguiti nello stesso anno.

 

La domanda dovrà essere presentata presso la propria segreteria usando esclusivamente l’apposito modello per anno 2015 che andrà compilato in ogni parte. La compilazione parziale del modello varrà l’esclusione dell’assegnazione dei premi. Tutta la modulistica è presente sul sito www.enteassistenza.it.

 

 

 

 

Fonte: Sappe

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, feb 17, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Concorso per Ispettori To Be Continued…
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Fonte: ilperiodicodibiella.com

Fonte: ilperiodicodibiella.com

L’ironia è d’obbligo quando il tempo trascorso è talmente tanto da aver fatto dimenticare l’esistenza del concorso. Eppure è ancora lì, rimasto a metà, quel concorso interno per ispettore di polizia penitenziaria.

 

E come per magia, in questo inizio 2016 il Dap si è deciso a programmare la prova scritta per tutti coloro che hanno superato la prova preliminare.

I partecipanti saranno quindi chiamati a presentarsi il giorno 23 marzo presso il padiglione numero 6 della nova fiera id Roma per le ore 7.30.

 

 

Polizia Penitenziaria. Non Tutti Sono Contenti

 

 

O meglio non tuti sono soddisfatti e non considerano questa zolletta di zucchero sufficiente a sedare l’amarezza di una categoria che chiama a gran voce l’uguaglianza.

 

Il Sappe, uno dei maggiori sindacati autonomi di categoria ha già annunciato infatti una grande manifestazione nazionale a Roma per denunciare alcune decisioni dell’amministrazione che non hanno favorito la categoria.

 

I punti caldi su cui si cercherà di ottenere risultati sono principalmente 3.

Il primo riguarda l’ottenimento di nuove assunzioni, anche a seguito della bocciatura in fase di approvazione della legge di stabilità dell’emendamento che avrebbe previsto l’assunzione di 800 agenti aggiuntivi, con priorità per gli idonei non vincitori dei concorsi passati.

 

Il secondo punto è accelerare l’emanazione di un concorso per vice sovrintendente, esattamente come già fatto per la polizia di stato. Con la divulgazione della data per la prova scritta per il concorso di sovrintenditi, questo secondo punto di protesta di è leggermente attenuato, ma non è ancora completamente soddisfatto.

 

Il terzo e ultimo punto, forse il più importante, ma il più difficile è l’ottenimento di un incontro con le amministrazioni per un progetto di riordino delle carriere con lo scopo di equiparare le carriere di tutto il comparto sicurezza.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. E Intanto Anche L’allarme Sovraffollamento Rientra…

 

 

 

Se l’Italia calcolasse i numeri di posti detentivi regolamentari disponibili in maniera conforme agli indici medi internazionali, fruirebbe di un numero di posti regolamentari superiore al numero di detenuti presenti”. Questa la risposta del Dap ai recenti articoli che parlano di un’emergenza sovraffollamento ancora molto accentuata e poco definita; per l’amministrazione l’emergenza è sotto i livelli di guardia perché  “con i miglioramenti apportati nell’ultimo anno il 95% dei detenuti è in “custodia aperta” e trascorre tra le otto e le dieci ore in spazi comuni, fuori dalle camere di pernottamento, impegnati in attività trattamentali e di sostegno. La custodia aperta progressivamente si sta estendendo anche ai detenuti dell’alta sicurezza”.

 

 

Fonte: polpen/sappe/alsippe

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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gio, feb 11, 2016  Valentina
Polizia Penitenziaria. Arriva il nuovo Garante Nazionale
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Fonte: blastingnews.com

Fonte: blastingnews.com

Il prof. Mauro Palma, nota firma de Il Manifesto, è stato nominato Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale. Si tratta di una figura prevista dalla legge num. 10 del 2014 che rappresenta secondo il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando “una nuova importantissima tappa nella complessiva nuova fase di riflessione sull’esecuzione penale e sulla fisionomia della detenzione”.

 

L’obiettivo primario dell’istituzione di questa figura è quello di promuovere una cultura non solo verso chi è privato della libertà ma anche verso coloro che in contesti così critici e complessi operano quotidianamente.

 

Questo organo di monitoraggio sarà formato, oltre che dal prof. Palma anche dall’avvocatessa Emilia Rossi e da Daniela De Robert, giornalista Rai.

La normativa in vigore prevede che il garante nazionale riferisca della sua attività direttamente al parlamento. L’istituzione di questa figura non è altro, in realtà, che un obbligo a cui l’Italia doveva adempiere su richiesta specifica dell’ONU.

 

 

Polizia Penitenziaria. I Compiti Del Garante

 

 

Secondo quanto previsto dalla normativa che ha istituito questa nuova istituzione di garanzia e monitoraggio, il garante “si occuperà di tutte le diverse forme di privazione della libertà, dalla custodia nei luoghi di polizia, alla permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione, ai trattamenti sanitari obbligatori, in particolare nelle residenze di esecuzione delle misure di sicurezza psichiatriche (REMS), così coinvolgendo anche altre amministrazioni con le quali si è già avviata la collaborazione”.

 

Avrà poi anche un compito più mirato al territorio in termini di coordinamento tra i garanti regionali e svolgerà anche un ruolo a livello internazionale ovvero “costituirà quell’organismo di monitoraggio nazionale indipendente richiesto agli Stati aderenti al Protocollo opzionale per la prevenzione della tortura (OPCAT), ratificato dall’Italia nel 2012”.

 

Si tratta di una figura incentrata certamente più sui detenuti che sul personale di polizia penitenziaria, ma che può certamente tornare utile anche per manifestare il proprio malcontento e le situazioni precari nelle quale i baschi blu sono costretti a vivere e operare quotidianamente.

 

La speranza è che questa istituzione diventi certamente la voce dei detenuti, ma che non si dimentichi di chi gestisce la loro vita dietro le sbarre in maniera operativa, con dedizione e professionalità.

 

 

 

Fonte: polpen / ilmanifesto

 

 

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

 

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