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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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lun, mag 20, 2013  Patrizia Caroli
Assistenza Domiciliare Inpdap: Presentazione di Domande entro il 30 Settembre.
3.3 (66.11%) 36 Vota Questo Articolo

Assistenza domiciliare Inpdap: Pubblicato l’avviso per presentare le richieste. La data di scadenza è il 30 settembre 2013, alle 12.00 ore.

L’Inpdap ha pubblicato l’avviso per la presentazione di richieste di assistenza domiciliare in favore delle persone non autonome.

 

Assistenza Domiciliare: in cosa consiste il servizio dell’Inpdap

 

Il servizio di assistenza domiciliare previsto dall’Inpdap a favore delle persone non autosufficienti consiste nella prestazione economica e di servizi, di tipo socio-assistenziale. Inoltre, questo servizio ha come obiettivo il sostenimento della comunità degli utenti non autonomi nell’affrontare e gestire al meglio le difficoltà quotidiane, connesse alla loro situazione di non autosufficienza.

 

Chi può richiedere il servizio di assistenza domiciliare Inpdap

 

L’assistenza domiciliare Inpdap può essere richiesta da persone non autosufficienti che rientrino in queste categorie:

-          Dipendenti pubblici o statali

-          Pensionati Inpdap

-          Coniugi conviventi dei dipendenti o pensionati Inpdap

-          Familiari di primo grado dei dipendenti o pensionati Inpdap

-          Orfani minorenni di dipendenti o pensionati pubblici

 

L’unico requisito è che i beneficiari devono avere la residenza nel territorio di uno dei dipendenti o pensionati Inpdap.

 

Come richiedere l’Assistenza Domiciliare Inpdap

 

Le domande per richiedere l’assistenza domiciliare Inpdap devono essere effettuate tramite internet, entro il 30 settembre 2013 alle ore 12.00.

Per effettuare la domanda è necessario accedere all’area riservata del sito ufficiale dell’Inps, gestione ex inpdap, attraverso il codice fiscale e il pin.

Vai alla nostra guida su come richiedere il PIN: Inps Richiesta PIN.

 

 

assistenza domiciliaria accesso area riservata

 

 

All’interno è possibile realizzare diversi servizi, rintracciabili tramite i criteri di ricerca indicati:

-          Area tematica (attività sociali, credito, ecc…)

-          Tipologia di Servizio (Consultazioni, Domande, Simulazioni….)

-          In Ordine alfabetico

 

Oppure direttamente attraverso la funzionalità di ricerca “Cerca un Servizio”.

 

ASSISTENZA DOMICILIARE DOMANDA

 

 

 

Nel caso delle richieste di assistenza domiciliare Inpdap, è necessario accedere ad attività sociali e successivamente Assistenza Domiciliare Domanda, come indicato nell’immagine. Questa procedura permette di presentare la domanda per accedere all’assistenza domiciliare Inpdap, visualizzare eventuale domande presentate e il loro stato di avanzamento.

Selezionando la voce “Inserisci Domanda” è possibile scaricare il PDF con il modulo apposito da compilare per richiedere il servizio. Alcuni dei dati saranno già stati compilati con le informazioni presenti nella banca dati dell’Inps.

 

assistenza domiciliare pdf

 

 

 

 

Nella sezione del modulo riservata al beneficiario, è molto importante porre la massima attenzione.

-          Nel caso di richiesta presentata dal dante causa o da un altro possibile beneficiario del servizio assistenza domiciliare Inpdap, il beneficiario può essere: il richiedente (cliccare la casella “me stesso”) o un familiare (selezionare la casella “altro familiare” e specificare chi)

-          Nel caso di richiesta presentata dal genitore o tutore di orfani minorenni vengono mostrati esclusivamente i minori

-          Nel caso di richiesta presentata dall’amministratore di sostegno del dipendente o del pensionato Inpdap vengono mostrati i soggetti assistiti.

 

Una volta compilati tutti i campi del modulo e accettata la privacy è possibile inviare la domanda, direttamente tramite Internet. La richiesta sarà valutata dalla Direzione Regionale Inps Gestione Dipendenti Pubblici che procederà successivamente a dare comunicazione all’interessato.

 

Per accedere all’area riservata e richiedere l’ Assistenza Domiciare Inpdap, segue questo link: Domanda Assistenza Domiciare Inpdap

 

Patrizia Caroli

 

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lun, mar 25, 2013  Ranalli
Assegnazione Provvisoria Docenti e Utilizzazioni
3.6 (71.11%) 9 Vota Questo Articolo

Assegnazione provvisoria docenti e utilizzazioni. Ogni anno verso la primavera gli insegnanti valutano l’opportunità o meno di usufruire di questi due istituti contrattuali decisamente importanti e fondamentali per la ricerca della migliore sistemazione lavorativa.

E’ prioritario dire che le utilizzazioni, così come l’assegnazione provvisoria docenti, possono essere richieste solamente dopo aver esperito tutti gli adempimenti collegati alle operazioni di mobilità.

Solo una volta esperite tutte queste formalità verrà emessa da parte del Ministero della Pubblica Istruzione l’ordinanza sulle utilizzazioni e l’assegnazione provvisoria docenti, che generalmente assegna un mese di tempo ai docenti per usufruire di questa opportunità.

L’utilizzazione, come dicevo innanzi, è un istituto contrattuale che consente al docente di poter essere utilizzato presso altra istituzione scolastica per l’anno scolastico in corso. Ovviamente non è un trasferimento ma soltanto una sistemazione provvisoria. Al fine di rendere definitiva questa utilizzazione bisogna attendere la successiva ordinanza sulla mobilità e quindi chiedere il trasferimento.

 

Assegnazione Provvisoria Docenti: Cosa viene valutato?

 

assegnazione provvisoria docenti

Foto: marketmovers.it

Ovviamente così come per la mobilità, la valutazione del servizio dei titoli di famiglia e culturali è lo stesso.

Quindi si valuta in primis il servizio di ruolo escludendo quello in corso.

Il servizio pre-ruolo che è lo stesso dichiarato negli anni precedenti.

La situazione di famiglia che comprende il punteggio per l’eventuale ricongiungimento al coniuge, i figli minori che danno punteggio ed eventuali situazioni di portatori di disabilità nell’ambito del proprio nucleo familiare.

Infine i titoli culturali parliamo quindi di abilitazioni convenute, concorsi, lauree, diplomi, master ecc ecc.

IL punteggio risultante è quello che determinerà la graduatoria provvisoria e a seguito di eventuali reclami quella definitiva.

 

Caratteristiche assegnazione provvisoria docenti

 

Ovviamente bisogna tener conto che è molto importante la destinazione che si sceglie poiché ci sono istituzioni scolastiche ambitissime e quindi difficilmente raggiungibili.

L’assegnazione provvisoria è invece un istituto molto ma molto particolare che può aver corso solo per cause legate alla titolarità personale o per interposta persone della legge 104/92.

Mentre per l’utilizzazione si può chiedere di prestare la propria attività presso una istituzione scolastica dello stesso comune o provinciale, l’assegnazione provvisoria docenti può essere richiesta solo per altra regione.

 

Infatti chi risulta essere vincitore di un concorso o utilmente collocato nelle graduatorie ad esaurimento che danno titolo all’immissione in ruolo per una determinata regione, se titolare di legge 104/92 personale o per interposta persona oppure affetto da particolari patologie certificate proprie o sempre per interposta persona, può chiedere di essere assegnato in altra regione, provincia o comune.

Possiamo tranquillamente dire che il trasferimento per assegnazione provvisoria docenti nei casi di cui sopra non dovrebbe avere alcuna difficoltà ad essere accolto stante le motivazioni alla base della richiesta tanto è vero che in sede di accertamento e di ricognizione dei posti effettivamente disponibili si procede tenendo conto che non tutti i posti sono destinate alle immissioni in ruolo ma che una parte di essi è destinato alla mobilità, alle utilizzazioni e all’assegnazione provvisoria docenti. 

Come ogni richiesta che si produce ovviamente, per l’assegnazione provvisoria docenti, è fondamentale la produzione di atti e certificati probanti che sono alla base dell’accoglimento ovvero del rigetto di qualsiasi istanza si produca tenendo altresì di tutte le conseguenze a cui per regolamento si va incontro in caso di dichiarazioni mendaci o non veritiere.

 

 

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lun, mar 18, 2013  Roberta Buscherini
Marina Militare: Una Voce in Meno nello Stipendio
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Dipendenti della Marina Militare si lamentando per un nuovo colpo al loro stipendio. I piloti e gli specialisti della Componente Volo della Marina Militare, a Grottaglie (Taranto), Luni (La Spezia) e Catania, denunciano la decisione dei vertici della Marina Militare di far scendere d’un mese il pagamento di una fetta del loro stipendio: “l’indennità per gli equipaggi fissi di volo, per l’aeronavigazione e per il pronto intervento aereo”.

Parliamo di cifre che oscillano tra i 300 e i 750 euro, in base alla categoria lavorativa.

Queste somme sono sempre state rimborsate mensilmente (le competenze di febbraio venivano pagate il 24 febbraio, e così via), mentre ora vengono rimborsate il mese successivo, ovvero le competenze di febbraio vengono pagate il 24 marzo.

La cosa strana è che questa decisione è stata presa soltanto dalla Marina Militare, in quanto il personale con ruolo simile dall’Esercito e dall’Aeronautica sono corrisposti regolarmente. In questo modo, il personale interessato denuncia questa libera interpretazione della legge da parte della Marina.

 

Stipendi Marina in Parlamento

 

Secondo ha pubblicato la Gazzetta del Mezzogiorno, questa vicenda è stata oggetto di interrogazione parlamentare per richiedere una risposta al Ministro di Difesa, Giampaolo di Paola. Per il momento, e sempre secondo le stesse fonti, la Marina Militare a risposto, riguardo alla questione, che questa decisione è proprio frutto di una interpretazione: “Il provvedimento amministrativo è stato adottato dall’Ufficio Generale del Centro di Responsabilità Amministrativa nei confronti  degli Enti Amministrativi, nell’ambito delle proprie competenze di coordinamento amministrativo. Dal mese di gennaio 2013 tale pagamento avviene con il primo rateo stipendiale utile successivo alla maturazione del diritto, meglio soddisfacendo in tal modo i canoni di trasparenza amministrativa cui deve essere improntata l’azione amministrativa della Pubblica Amministrazione”.

 

Fonti: Gazzettadelmezzogiorno.it / Forzearmate.org

Foto: Marina Militare

 

Roberta Buscherini

 

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mar, mar 12, 2013  Patrizia Caroli
Codice Comportamento Dipendenti Pubblici: Licenziamento per chi Violerà le Norme
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Codice Comportamento Dipendenti Pubblici. Il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo codice comportamento dipendenti pubblici. Un nuovo codice più esigente e limitativo. I principali punti colpiti: l’uso del telefono e delle auto. Le sanzioni per infrangere il codice di comportamento dipendenti pubblici possono arrivare fino al licenziamento.

Lo scorso venerdì è stato approvato il nuovo codice comportamento dipendenti pubblici. Le disposizioni presenti in tale testo costituiscono gli obblighi  di diligenze e lealtà dei dipendenti statali, escluso il personale militare, la polizia di stato e la polizia penitenziaria, che hanno codici specifici per la loro categoria.
 

 

 

Codice Comportamento Dipendenti Pubblici: Principali modifiche

 

 

 
codice comportamento dipendenti pubblici

Il nuovo codice comportamento dipendenti pubblici include alcune modifiche, più restrittive, riguardo l’uso di materiale e altri attrezzi. In questo senso, il testo limita l’uso di telefono e di auto per i dipendenti statali che hanno un mezzo di trasporto a disposizione. Potranno usarlo solo ed esclusivamente per ragioni di servizio e solo per lavoro potrà trasportare terzi.

Per quel che riguarda materiale e attrezzature di lavoro, anche i telefoni fissi, vanno usati rispettando “i vincoli posti dall’amministrazione’.

 

 

Nuove disposizioni sul conflitto d’interessi nel Codice Comportamento Dipendenti Pubblici

 

 

 

Il nuovo codice comportamento dipendenti pubblici include nuove disposizioni per regolare il conflitto d’interessi nella pubblica amministrazione. Infatti, secondo il testo, nel caso in cui esista il sospetto di conflitto di interesse, o anche solo il rischio, il dipendente in questione dovrà astenersi da qualsiasi altro tipo di lavoro o impiego. In questo senso, i dipendenti pubblici sono obbligati a comunicare, all’atto dell’assegnazione all’ufficio, i rapporti diretti o indiretti di collaborazione avuti con soggetti privati nei 3 anni precedenti.

Inoltre, secondo il nuovo codice comportamento dipendenti pubblici vieta la richiesta o l’accettazione di regali di valore superiore a 150 euro. In ogni caso, i regali saranno immediatamente messi a disposizione dell’Amministrazione per essere devoluti a fini istituzionali.

 

Rapporto con il pubblico e comportamento nel lavoro

 

I dipendenti pubblici non possono, salvo che ci sia un motivo giustificato, ritardare né affidare ad altri lavoratori le proprie responsabilità sul lavoro e, se si tratta di dipendenti in diretto rapporto con il pubblico, sono obbligati a prestare un’adeguata attenzione alle domande dei cittadini e a trattare le pratiche in ordine cronologico.

 

Sanzioni previste per violazione del Codice Comportamento Dipendenti Pubblici

 

Dure sono le sanzioni previste per chi infrangerà il Codice Comportamento Dipendenti Pubblici. Infatti, la violazione di questa normativa prevede una responsabilità disciplinare grave che può arrivare fino al licenziamento. “Così come prescritto dalla norma di rango primario, le violazioni gravi o reiterate che comportano la sanzione del licenziamento con preavviso”.

 

Patrizia Caroli

 

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ven, gen 25, 2013  Valentina
Marina Militare 2013: Anno di Riordino
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Si è da poco svolto l’incontro fortemente voluto dalle associazioni sindacali con lo stato maggiore della marina rappresentata dal Capo del primo reparto, Ammiraglio P. Luciano Ricca. Tale riunione era diventata necessaria alla luce delle disposizione della Legge 135/2012 e della Legge 244/2012, entrambe incluse nel progetto di riordino dello strumento militare.

 

Marina Militare: Riforma

 

Uno dei primi punti affrontati è stato quello del Distaccamento della M.M. di Messina che coinvolge circa 210 lavoratori e che dovrebbe chiudere i battenti il 31 dicembre 2013. Le associazioni sindacali, insieme con il prefetto di Messina e con la RSU territoriale, stanno cercando di elaborare un piano alternativo alla chiusura che preveda un reinserimento in qualche forma dei lavoratori all’interno del comparto sicurezza, mantenendo così il posto di lavoro.

 

Calogero Emanuele, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica di Messina sottolinea come “al riguardo è stata data una disponibilità in merito ed è stato precisato che, comunque, il termine indicato non è perentorio. Non per questo bisogna stare fermi e quindi, acquisita la disponibilità del Contrammiraglio Camerini, è stato deciso di dare vita a un tavolo tecnico locale per dare vita ad un progetto vero e serio di riordino nell’ambito della stesso territorio messinese”.

 

Ma questo incontro ai vertici è stato fortemente voluto dalle associazioni sindacali che da sempre lottano per il loro coinvolgimento in posizione attiva nelle scelte organizzative del comparto aveva come oggetto in senso più esteso la direttiva n. 2/2012 a firma dell’attuale Capo di SMM e prossimo Capo di SMD, la quale prevede da un punto di vista ordinativo, la riorganizzazione della Marina Militare in quattro aree (centrale; operativa; logistica e formativa). Per ciò che concerne l’operatività invece, il Comando in capo della Squadra navale viene elevato a unico referente operativo.

 

Queste modifiche arrivano tra l’altro e si inseriscono perfettamente all’interno del contesto della neonata legge num. 244 del 31 dicembre 2012, “Delega al Governo per la revisione dello strumento militare nazionale e norme sulla medesima materia” finalizzata al riequilibrio della spesa militare intervenendo sul personale con tagli fino al 2024 di 10mila posti di lavoro civili e di 33mila militari.

 

Questa legge, con il governo Monti dimissionario, è una legge delga, che quindi attende conferma effettiva dal prossimo governo in acrico. Per questo i sindacati non m ollano la presa e hanno già anticipato che sarà una lunga lotta: “a noi questa legge delega non piace, e comunque non consideriamo conclusa la nostra battaglia per cambiarla.  La riprenderemo con forza  di fronte al nuovo Parlamento e al nuovo Ministro,  ai quali chiederemo sin da subito di rivedere alcune parti della delega e di procedere al varo dei decreti attuativi anche attraverso un  confronto preventivo, vero e serio, con le Rappresentanze del personale, e dunque anche con le OO.SS. nazionali, relegate in quest’ultimo anno ad un ruolo del tutto secondario da un Ministro che ha sempre predicato bene ma razzolato davvero male”.

 

Fonte: flpdifesa / Infomessina.it

 

Valentina Stipa

 

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