Dipendenti statali -il Blog-

Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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ven, feb 7, 2014  Ranalli
I Rinnovi Contrattuali Lo Stato Dei Lavori
1.7 (34.09%) 44 Vota Questo Articolo

Come ben sappiamo anche per il 2014 è stata prevista dalla legge di stabilità 2014 la moratoria dei contratti collettivi nazionali di lavoro del pubblico impiego. Questo significa quindi che per un ulteriore anno non ci saranno i rinnovi dei contratti  e portano a cinque gli anni in cui non si sono registrati aumenti contrattuali. Ovviamente è facile immaginare la tragicità che questa situazione sta procurando nelle famiglie che vivono di stipendio e che contavano sul quel poco che ogni biennio fino a qualche anno fa veniva garantito. La ripartenza dell’economia ovviamente non potrà esserci perché la contrazione del potere d’acquisto è tale che le famiglie non c’è la fanno davvero proprio più. Ma la cosa peggiore di tutto questo è che sembra che il governo e la politica in generale sia sorda a questo dramma.

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Ma il 2014 potrebbe non essere l’ultimo anno . Nessuno è oggi in grado di dire se nel 2015 ci saranno i rinnovi contrattuali. Ci sono in giro sensazioni negative. La preoccupazione è quello che non ci si fermi agli attuali cinque anni e in molti serpeggia la preoccupazione che non ci siano più rinnovi e che il fatto di rinviarli di anno in anno non sia altro una scusa per non dire da subito che bisogna dimenticarci degli aumenti .

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imagesCAZ7CJBOSperiamo che così non sia. Ma come ripeto le sensazioni non sono buone e sembra che all’orizzonte ci possa essere sempre un’altra Grecia …speriamo che la prossima Grecia non sia già in Italia.

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Cosa dire poi del compact fiscal e dell’invito che a breve potrebbe trasformarsi in obbligo da parte della Comunità Europea ai governi nazionali di ridurre il debito pubblico. Questo ovviamente significherebbe in particolare per la nostra Italia il rischio di un depauperamento dello stato sociale e dei diritti fino a qui acquisiti.

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Quali potrebbero essere i diritti acquisiti o le agevolazioni che potrebbero saltare li conosciamo tutti: Cancellazione delle tredicesime o quattordicesime, cancellazione dei rinnovi contrattuali  con drammatica e conseguenziale perdita del potere d’acquisto, riduzione degli stipendi, cancellazione delle provvidenze economiche a favore dei più deboli, cancellazione delle agevolazioni fiscali oggi al 19%,  ecc.

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La bolla di cui tanto si parla, cioè dell’aver esagerato tanto in passato tra sprechi e ruberie di ogni genere, speriamo che quanto meno si sia esaurita.  Non appare giusto che la disonestà dei politici passati e attuali, dei loro portaborse, dei loro raccomandati, ricada sui comuni e semplici lavoratori e sulle generazioni future.

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Tuttavia non si può e non si deve essere pessimisti. La legge di stabilità 2014 ha comportato qualche novità positiva per i lavoratori…

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Infatti la stessa ha previsto una riduzione del cuneo fiscale sul lavoro che dovrebbe portare a breve qualche vantaggio sullo stipendio ed inoltre ha consentito attraverso un monitoraggio l’uscita dal lavoro di quanti usufruivano al 31.12.2011 della legge 104/92 ( connotazione di gravità) e che avranno la possibilità di perfezionare i requisiti anagrafici e di servizio al 06.01.2014 con uscita dal lavoro il 06.01.2015. Piccoli spiragli di luce… ma comunque sempre spiragli che fanno vedere la luce all’orizzonte.

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Giancarlo Ranalli

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ven, gen 24, 2014  Marco Brezza
Regali ai dipendenti pubblici: ecco la nuova disciplina comportamentale
4.5 (90%) 2 Vota Questo Articolo

Nel corso del 2013 è stato assestato un deciso giro di vite disciplinare nei confronti della delicata materia dei regali ai dipendenti della pubblica amministrazione. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un codice di comportamento dedicato ai dipendenti pubblici proprio al fine di evitare spiacevoli accadimenti in relazione alla ricezione di presenti o regali effettuati anche da comuni cittadini. In questo senso, la violazione delle nuove norme stabilisce una responsabilità di tipo deontologico-disciplinare.

Fonte: www.ilsussidiario.net

Fonte: www.ilsussidiario.net

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Regali ai dipendenti pubblici: si possono ricevere doni?

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Il dettato regolamentare emanato proprio nel corso dell’anno appena passato individua, testualmente e con riferimento ai regali ai pubblici dipendenti, “così come prescritto dalla norma di rango primario, le violazioni gravi o reiterate che comportano la sanzione del licenziamento con preavviso”.
Va poi ricordato, con particolare riferimento al settore scolastico, che l’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione) ha dato indicazione alle scuole di pubblicare obbligatoriamente, all’interno dei propri siti, il codice di comportamento sopracitato. Tra le norme inserite nel codice spicca ovviamente quella inerente al divieto per il dipendente pubblico di chiedere regali, compensi o altra tipologia di utilità; inoltre al dipendente è fatto divieto di accettare regali, compensi (o altre utilità), ad eccezione di quelli di modico valore (ovvero quelli che non superano i 150 euro di valore, quota che però lascia permanere qualche dubbio, a dir la verità), anche nella forma dello sconto. Inoltre va evidenziato come i regali e le eventuali altre utilità in ogni modo ricevute debbano, secondo il codice di comportamento inerente ai regali ai dipendenti pubblici, essere messi a disposizione dell’Amministrazione per essere devoluti a fini prettamente istituzionali. Inoltre, come afferma testualmente il codice, per quanto riguarda il rapporto tra subordinati “il dipendente non accetta, per sé o per altri, da un proprio subordinato, direttamente o indirettamente, regali o altre utilità, salvo quelli d’uso di modico valore. Il dipendente non offre, direttamente o indirettamente, regali o altre utilità a un proprio sovraordinato, salvo quelli d’uso di modico valore”.

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Il dipendente pubblico non può sollecitare regali

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Il complesso disciplinare si delinea in altri articoli di rilevante interesse per la tematica dei regali ai dipendenti pubblici: molto interessanti in tal senso l’articolo 6, nel quale è stabilito che “il dipendente non accetta incarichi di collaborazione da soggetti privati che abbiano, o abbiano avuto nel biennio precedente, un interesse economico significativo in decisioni o attività inerenti all’ufficio di appartenenza”, ed anche l’articolo 7, il quale afferma: “Al fine di preservare il prestigio e l’imparzialità dell’amministrazione, il responsabile dell’ufficio vigila sulla corretta applicazione del presente articolo”. Tutto il dettato regolamentare è ovviamente informato al principio dell’art. 1 del codice, recante, nell’icastica formula, probabilmente la reale ratio normativo-regolamentare del provvedimento: esso afferma che “il dipendente non chiede, né sollecita, per sé o per altri, regali o altre utilità”.

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Regali ai dipendenti pubblici: l’obiettivo è anche combattere la corruzione

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Va detto che il codice di comportamento per il dipendente pubblico si inscrive dentro un percorso più ampio, ovvero quello di una serie di provvedimenti anticorruzione che il Governo in carica sta cercando di implementare per porre fine ad una delle piaghe più gravi che affliggono l’Italia: proprio la corruzione. Un fondamentale tassello per rendere davvero efficace ed operativa la lotta senza quartiere al malcostume: per far muovere tutto il paese sulla direttrice della trasparenza dei comportamenti, in un’ottica di giustizia ed equa competitività, principio virtuoso a cui tutto l’ordinamento deve fare riferimento. A partire ovviamente dal delicato tema rappresentato dai regali ai dipendenti pubblici.

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Fonte: Corriere.it

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Marco Brezza

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mar, gen 7, 2014  Marco Brezza
Manovra di Governo: i dipendenti pubblici chiamati a fare sacrifici
1.8 (35%) 24 Vota Questo Articolo

Manovra di governo: quali sono le conseguenze che emergono dal tormentato iter che ha visto nascere la Legge di Stabilità? La risposta probabilmente non può avere una conformazione unitaria: la sua struttura si compone infatti di compositi strati. Osservando i dati, va innanzitutto premesso che, a livello complessivo, si può intravedere un incremento dell’importo lordo della manovra nel passaggio al Senato, ma restano insoluti alcuni dei problemi che la maggioranza parlamentare, ora numericamente inferiore a causa della scissione del Pdl, intendeva risolvere. Inoltre, sempre analizzando i dati numerici, il peso complessivo della manovra stessa sale, dopo la transizione al Senato, da 12,4 a 15 miliardi di euro nel 2014: il totale di minori spese e maggiori entrate ammonta a circa 2,7 miliardi, di cui 1,2 miliardi di maggiori entrate. Il complessivo miglioramento del saldo si assesta sulla cifra di 175 milioni e l’impatto sul deficit relativo al 2014 scende da 2,7 a 2,5 miliardi di euro.

Fonte: polisblog.it
Fonte: polisblog.it

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Legge di Stabilità: obiettivi raggiunti?

 

La Legge di Stabilità, anche dopo essere stata modificata nella sua transizione al Senato, conferma l’indirizzo di fondo assegnatole dal Governo Letta: tra le scelte che vanno evidenziate, emerge, senza ombra di dubbio, la decisione di intervenire per ridurre il cuneo fiscale: ma in questa direzione l’effetto che si sperava di ottenere sui lavoratori dipendenti risulterà abbastanza marginale, anche se non di portata nulla. Purtroppo, però, la tanto auspicata volontà di imprimere una significativa spinta ai consumi rimarrà, anche in questo senso, una imprendibile chimera. Almeno per ora.

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Pensioni: occhio all’adeguamento all’inflazione

 

Per quel che riguarda i pensionati, sembrano giungere buone notizie per coloro che incassano mensilmente un assegno non superiore ai 1500 euro lordi: questi infatti potranno recuperare totalmente il carico dell’inflazione. Coloro che invece usufruiscono di una rendita pensionistica più cospicua, vedranno un adeguamento all’inflazione soltanto parziale. Ma vediamo un po’ più da vicino le novità che la Manovra stabilisce per i pensionati. Come già affermato il recupero integrale dell’inflazione non sarà possibile per i redditi più alti: sopra i 1500 euro lordi infatti l’adeguamento sarà parziale e via via decrescente. Ma qual è la perdita che i pensionati si trovano concretamente ad affrontare? Ad esempio, con un assegno di 3mila euro lordi, la differenza rispetto alla rivalutazione piena è di 236 euro l’anno, e quest’ultima aumenta all’incrementare dell’assegno stesso. Per chi invece usufruisce di un trattamento pensionistico da oltre 90 mila euro circa l’anno (più di 6mila euro al mese) il contributo di solidarietà sarà crescente: 6 %, poi 12 % sopra i 129 mila e 18 % sopra i 193 mila euro. Facendo un rapido esempio, su un trattamento previdenziale di 200 mila euro l’anno l’esborso si attesterà sugli 11mila euro lordi.

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Dipendenti statali: blocco turn-over e dilazione TFR

 

Giungono poi cattive notizie per i dipendenti pubblici, per i quali è confermata sia la tendenza negativa del blocco dei contratti, sia l’incasso ulteriormente dilazionato della liquidazione in caso di cessazione dal servizio. Analizzando più da vicino la loro situazione si constata subito che proprio questi ultimi sono chiamati ancora una volta a fornire un importante contributo al fine di far quadrare i conti sulla bilancia dello Stato: viene infatti riproposto l’impianto che già dal 2011 stabiliva, in pratica, il congelamento delle retribuzioni ed il blocco dei rinnovi contrattuali, con il conseguente mancato adeguamento delle retribuzioni all’inflazione. In ulteriore istanza, la manovra conferma, con rare eccezioni, le disposizioni di blocco del turn-over del personale in uscita dalla Pubblica Amministrazione per ragioni di età: ed inoltre proprio questa categoria di lavoratori vedrà dilazionarsi fino a 3 anni (ed in base all’entità complessiva della liquidazione) i tempi con cui verrà loro riconosciuto il TFR. Un sacrificio che permetterà allo Stato di ricavare risorse crescenti che nel 2017 arriveranno all’importante cifra di 905 milioni di euro: una cifra importante in un difficile momento per fare quadrare i conti nel bilancio complessivo dello Stato. Si auspica pertanto che i sacrifici fatti dai cittadini possano essere messi efficacemente a frutto attraverso una corretta e virtuosa gestione statale.

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Fonti: ilmessaggero.it, ilsole24ore.com

 

Marco Brezza

 

 

 

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mer, dic 11, 2013  Valentina
Mobilità Dipendenti Pubblici: un problema ancora spinoso
4.9 (97.14%) 7 Vota Questo Articolo

mobilità dipendenti pubbliciNei prossimi tre anni si dovrà concretizzare un miglioramento di due punti PIl rispetto al 2013, che tradotto in soldi  ammonta ad almeno 32 miliardo. Questo è l’obiettivo dei  programmi del ministero dell’economia  per il piano di revisione della spesa dello stato diretto dal commissario governativo Carlo Cottarelli.

 

Questo dato si traduce chiaramente in provvedimenti concreti che in tema di pubblico impiego non esulano dalla mobilità, argomento non solo spinoso, ma ancora tutto da regolare perché manca di regole contrattuali armonizzate e regole retributive per rendere più facili i trasferimenti.

 

Mobilità Dipendenti Pubblici: La soluzione allo spreco

 

In altre parole, con la mobilità dei dipendenti pubblici,  un dipendente di un’amministrazione che ha problemi di esubero del personale, potrà essere spostato senza particolari controindicazioni verso un ente diverso, che ha invece un organico carente. Il risultato che si vuole ottenere è quello di aumentare l’efficienza degli uffici e ridurre gli sprechi, grazie a una gestione migliore delle risorse umane tale come indicato nell’articolo 3 del Decreto Legge N. 101 del 31 agosto del 2013. Non solo, ma verrà messo in piedi anche un programma di incentivi per tutti quegli enti che favoriranno in maniera incisiva il risparmio della spesa pubblica consentendo alla mobilità dipendenti pubblici.

 

In compenso alla mobilità dipendenti pubblici verranno istituiti dei corsi mirati per trasformare i dirigenti pubblici “in veri manager della spesa pubblica” con obiettivi di contenimento dei costi e di miglioramento dei servizi”. E proprio il numero dei dirigenti pubblici è molto elevato in Italia con 1 ogni 11.5 dipendenti. Cosa ben diversa avviene tra i nostri cugini francesi, dove questa quota è di tre volte più bassa.

 

 

 

Mobilità Dipendenti Pubblici. Un progetto Non Certo Nuovo Per Il Pubblico Impiego

 

 

Tutti questi progetti non sono però di certo una novità per il pubblico impiego. Esistono infatti da anni e sono anche oggetto di decreti normativi già in vigore.

 

Ciò nonostante la mobilità dipendenti pubblici è sempre rimasta in potenza. Basta pensare a quello che stabilisce la legge di Stabilità per il 2012 ovvero che ciascun ente pubblico deve effettuare ogni anno una ricognizione degli organici, per verificare se vi sono delle eccedenze sulle quali intervenire. Gli impiegati in esubero devono essere destinati ad altri enti, oppure, se questo non è possibile,  allo scoccare del novantesimo giorno, il dipendente viene lasciato a casa e ha diritto a percepire un assegno di mobilità, pari all’80% dello stipendio, per un periodo massimo di 24 mesi.

 

Secondo una ricerca di Forum Pa, società di relazioni pubbliche, la mobilità tra i dipendenti statali è quasi del tutto assente; nel 2011 infatti solo un impiegato su mille ha cambiato amministrazione e soltanto uno su cento si è trasferito da un ufficio all’altro, e quasi sempre su basi volontarie.

 

Seppure relativi a due anni fa questi dati valgono ancora, l’Italia nel frattempo non è ancora cambiata, nonostante anche la geografia sarebbe favorevole a una maggiore mobilità. Facciamo un esempio: in Calabria gli impiegati statali rappresentano il 13% degli occupati, contro il 6% della Lombardia.

 

In realtà se si ragione per termini assoluti, il numero dei dipendenti pubblici in Italia non è elevato, quantomeno non è più elevato dei nostri confinanti europei: se ne contano infatti 3,4 milioni, contro i 5,5 milioni della Francia e i 5,7 milioni della Gran Bretagna, due paesi che hanno un numero di abitanti vicino comparabile con il nostro.

 

La vera differenza è più sottile e riguarda l’età e la preparazione:  i dipendenti pubblici italiani sono spesso più vecchi e meno qualificati di quelli esteri. In Francia, per esempio, il 28% degli impiegati ha meno di 25 anni, nel nostro paese questa percentuale è del 10%.

 

 

Fonte: economia.ilmessaggero / panorama / intrage / comuni

 

 

Valentina Stipa

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mer, nov 20, 2013  Valentina
Carabinieri. Tra Progressi E Tragedie Naturali
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

 

carabinieri in azioneIl comparto sicurezza non trova proprio pace. Se da una parte arriva una buona notizia, dall’altra la sciagura è alle porte.

Dopo l’approvazione del Decreto Legge del 31 agosto scorso, convertito in legge con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della Legge 30 ottobre 2013, n. 125 che introduce “disposizioni urgenti in tema di immissione in servizio di idonei e vincitori di concorsi, nonché di limitazioni a proroghe di contratti e all’uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego” che dava ampie prospettive di occupazione al precariato del pubblico impiego compreso anche il reparto sicurezza – ambito nel quale le proporzioni del fenomeno dei precari hanno raggiunto proporzioni drammatiche - arriva il dramma della Sardegna che non lascia immuni neanche i Carabinieri e che coinvolge in prima persona anche il settore sicurezza e difesa in generale.

 

Quasi 3000 evacuati e 18 vittime accertate tra le quali anche Luca Tanzi, l’Assistente capo della Polizia di Stato, in servizio alla squadriglia della questura di Nuoro, sposato e padre di due bambini. E’ stato vittima di un incidente stradale mentre  era alla guida del suo  fuoristrada sulla provinciale 46, che collega Oliena a Dorgali, proprio quando il ponte ha ceduto a causa del maltempo, scaraventando nel vuoto il mezzo.

I tre colleghi che erano con lui sono stati ricoverati all’Ospedale di Nuoro ma non sono in pericolo di vita.

Per il poliziotto invece non c’è stato nulla da fare. Il fuoristrada e i 4 poliziotti erano in servizio per dare  soccorso alla cittadinanza colpita duramente dal maltempo anomalo di questi giorni.

 

carabinieri-nubifragio-sardegna

Le immagini della Caserma dei Carabinieri colpita dall’alluvione in Sardegna.

Il decreto D’Alia, dal nome del Ministro che l’ha portato alla luce,  prolunga l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per le assunzioni a tempo indeterminato anche nel comparto sicurezza e difesa,  superando finalmente quella famigerata Spending Review, che aveva ridotto il numero del personale arruolabile nell’Arma dei Carabinieri e nelle Forze di polizia, portandolo dal 100 % del personale in uscita al 20%.

 

Va detto che già la legge di stabilità del 2013 aveva attenuato alcuni degli effetti negativi dei tagli del Governo Monti, aumentando la percentuale del personale in entrata.

Il provvedimento dell’esecutivo Letta ancora di più mira a continuare questo percorso. Ora però con gli ultimi avvenimento drammatici, tutto prende un’altra forma e un’altra valenza.

 

Rimane un traguardo importante, ma la priorità è diventata un’altra: aiutare quella parte d’Italia sommersa da acqua e fango.

 

 

Fonte: grnet / difesa /romagnanoi

 

 

 

 Valentina Stipa

 

 

 

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