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Appunti e riflessioni per un dipendente statale

Appunti e riflessioni: La Community dei Dipendenti Statali e Pubblici

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mar, giu 2, 2015  Valentina
Pensioni Carabinieri. Sbagliato Non Distinguere
3.5 (70%) 2 Vota Questo Articolo

pensioni carabinieri

pensioni carabinieri

Secondo l’inps se le pensioni del comparto sicurezza fossero calcolate sulla base dei contributi versati, sarebbero inferiori di almeno un 25% rispetto a quelle attuali.

Non va dimenticato infatti che queste risorse rappresentano circa 536.000 persone, le quali secondo il regolamento statale, possono continuare a permanere in servizio con 57 anni e tre mesi di età e 35 di contributi (40 anni e tre mesi di contributi indipendentemente dall’età), seppure l’età massima per rimanere in servizio è compresa tra i 61 e 66 anni e tre mesi.

 

Una dichiarazione quella dell’inps che ha infuocato gli animi di molti appartenenti alla categoria, primo tra tutto Gianni Tonelli, segretario generale del SAP: “colpisce il fatto che l’INPS del neo presidente Boeri, renziano doc, in nome della trasparenza abbia puntato ikl dito contro i poliziotti, mettendo in un unico calderone i dirigenti e i prefetti, che hanno trattamenti e privilegi reali ben diversi rispetto all’agente o al carabiniere semplice”.

 

 

Pensioni Carabinieri. Facciamo Ordine

 

 

A dispetto di quanto dice l’Inps, la verità è molto più amara. Il personale appartenente a Esercito, marina, carabinieri, polizia, guardia di finanza e vigili del fuoco infatti, dal primo gennaio prossimo dovrà lavorare 4 mesi in più per poter accedere alla pensione. E a stabilirlo è proprio una circolare dell’Inps 63/2015, con la quali si è mirato a un adeguamento rispetto alla speranza di vita.

 

Per ciò che riguarda il parametro anagrafico di accesso alla pensione, questo non viene adeguato alla speranza di vita solo nel caso in cui al compimento del limite di età si siano già maturati 35 anni di contributi.

 

Anche l’accesso al prepensionamento subisce un cambiamento e dal 2016 si potrà accedere solamente nel caso in cui si abbia uno dei seguiti requisiti:

 

- una anzianità contributiva di 40 anni e 7 mesi indipendentemente dall’età anagrafica

 

- una anzianità contributiva non inferiore a 35 anni e con unità di almeno 57 anni e 7 mesi;

 

- il raggiungimento della massima anzianità contributiva corrispondente all’aliquota dell’80 % ma solo se tale raggiungimento è avvenuto entro il 31 dicembre 2011 e solo nel caso in cui si abbia compiuto almeno 53 anni e 7 mesi.

 

 

 

 

Fonte: ilgiornale / pensionioggi

 

 

 

 

Valentina Stipa

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sab, apr 25, 2015  Valentina
Forze Armate. Presentato Il Libro Bianco Per La Difesa
3.4 (68%) 5 Vota Questo Articolo

Fonte: adnkronos.it

Fonte: adnkronos.it

Lo si aspettava per l’anno scorso, ma meglio tardi che mai. È stato finalmente presentato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e approvato Presidente della Repubblica e dal  Consiglio Supremo di Difesa il Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa.

 

Si tratta di 67 pagine nelle quali sono contenute solo le linee guida alle quali lo stato maggiore della difesa dovrà attenersi per stilare un documento di carattere tecnico e dettagliato che vada ad analizzare i singoli aspetti.

 

L’introduzione al libro bianco fotografa una situazione delle nostre forze armate davvero poco incoraggiante: vecchie, troppo rigide e sbilanciate in termini di gerarchie. Nulla di nuovo, in fondo.

I capitoli centrali del libro bianco parlano di aria fritta e poco più.

Nella conclusione del libro bianco si legge un’abdicazione per non prendere decisioni scomode, essendo non competente in materia e delegando a chi competente lo è, la parte decisionale, pur imponendo vincoli di convenienza.

Indubbiamene è un libro bianco. Di nome e di fatto. Bianco. Vuoto.

 

 

Libro Bianco Difesa. Cosa Cambierà…MA Cambierà?

 

Analizziamo insieme cosa cambierà di fatto nelle principali aree di criticità delle forze armate.

Prima di tutto si punterà ad avere una forza più giovane, numericamente flessibile e preparata professionalmente; si dovrà quindi prevedere un orientamento maggiore alla formazione e all’addestramento anche di carattere internazionale, accompagnato da una maggiore interazione con la società.

Rimane però chiaro l’obiettivo di arrivare ad avere 150.000 militari nel 2024 come previsto dalla Riforma Di Paola.

 

Poi la ripartizione di gradi e compiti dovrà essere più snella e proporzionata tra gradi, ruoli e specialità tenendo conto anche del personale in servizio permanente e a tempo determinato.

In questa ottica anche i percorsi di carriera e il sistema degli arruolamenti per la truppa e i sottufficiali saranno unificati e lo sviluppo delle carriere e delle relative retribuzioni sarà direttamente collegato al progredire nei gradi, alla crescita professionale e alle funzioni.

Il libro bianco poi vuole avere più personale in ferma prefissata, quindi con contratti “a termine”, più giovani arruolati e con maggiori tutele al momento del congedo; non si è dimenticato infatti che gli stipendi sono bassi e le  indennità di missione alte.

 

Leggete per caso qualcosa di concreto e nuovo? Tutte queste rivoluzioni che ci si attendeva dove sono finite? Dov’è che si parla ad esempio del diritto di associazione per i militari?

 

 

Libro Bianco Difesa. Le Reazioni

 

Se da un lato c’è chi come l’ammiraglio Binelli, si scaglia contro il documento perché, secondo lui, privilegia l’esercito a discapito di Marina militare e Aeronautica, dall’altro rimane sempre il personale operativo con i soliti problemi e le solite questioni irrisolte che, con questo libro bianco sono semplicemente passate dalle mani del ministro a quello dello stato maggiore.

Mani più sicure? Difficile crederlo. Ad oggi tutto rimane aleatorio.

 

 

 

 

Fonte: analisidifesa / sindacatosupu / militariassodipro

 

 

 

 

Valentina Stipa

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mer, mar 18, 2015  Valentina
Vigili Urbani; I primi risultati dello sciopero di febbraio
4.3 (85%) 4 Vota Questo Articolo

 

Fonte: tuttooggi.info

Fonte: tuttooggi.info

A volte dalle cose cattive, ne esce anche qualcosa di buono.

È il caso dello scandalo sui vigili urbani la notte di Capodanno, affetti da una “sospetta malattia di massa” come è stata di fatto definita dai mass media di tutto il paese. Da quella notte per i vigili urbani e non solo della capitale è iniziata una lunga battaglia; in verità si è solo inasprita una guerra che già si combatteva da anni per raggiungere rivendicazioni contrattuali e di inquadramento che affliggono l’intero settore da troppo tempo.

 

Da qui lo sciopero del 12 febbraio scorso, durante il quale i sindacati di categoria hanno rilanciato le loro richieste, puntando in particolare sulla cancellazione dell’equo indennizzo, la causa di servizio e l’usurpazione della indennità di pubblica sicurezza.

Ad ascoltarli con particolare attenzione furono la Senatrice Catalfo e il Senatore Crimi. E propri grazie a loro arrivano i primi risultati positivi.

 

 

 

 

Vigili Urbani. Presentata Modifica Al Decreto Monti

 

 

 

 

A dispetto della disillusione che avvolge la politica italiana, i due senatori esponenti del movimento 5 stelle hanno mantenuto la parola data in occasione dello sciopero di febbraio, depositando il DDL cause di servizio per la polizia locale presso la commissione lavoro del senato, che vorrebbe la modifica del’art.6 del decreto legislativo num. 201 del 6 dicembre 2011 – ovvero il decreto Monti, conosciuto anche come Decreto Salva Italia.

 

La dichiarazione a seguito del deposito del decreto legislativa ricalca il pensiero della Polizia Locale: “non si può chiedere a questa importante componente del territorio un maggiore impegno ai fini della sicurezza pubblica, lasciando un trattamento simile a quello degli impiegati degli enti locali. Serve un riconoscimento giuridico(… )Il ruolo delle polizie locali è fondamentale per la qualità della vita delle città ed alcuni recenti attacchi subiti sono ingenerosi e vanno respinti con decisione. Nei prossimi giorni la Consulta continuerà i suoi incontri con tutti gli altri rappresentanti del Comparto”.

 

 

Vigili Urbani. Serve Il Contributo Di Tutti

 

 

 

 

La strada verso il raggiungimento dell’equo indennizzo e della causa di servizio, così come richiesta dai sindacati di categoria è ancora lunga; ma questa richiesta di modifica rappresenta un passo importante se non altro, perché dimostra l’interessamento della classe politica a un settore spesso bistrattato.

 

C’è bisogno però dell’aiuto e della collaborazione di tutti per migliorare le condizioni di lavoro dei vigili urbani. Per questo si richiede a tutti gli appartenenti alla categoria di dare il proprio contributo, scrivendo proposte  e richieste in merito alla parificazione contrattuale, previdenziale e salariale della Polizia Locale d’Italia a tutte le altre Polizie civili del paese alla Segreteria del CSA – Dipartimento Polizia Locale, Via Prospero Alpino 69, 00154 – Roma, tel. 06 5818638 fax 06 5894847, email infospol@ospol.it.

 

 

 

 

Fonte: piemmenews / siapol

 

 

 

Valentina Stipa

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mar, dic 23, 2014  Valentina
Polizia Penitenziaria. In attesa di azioni incisive, Ci si muove a piccoli passi
5 (100%) 2 Vota Questo Articolo

 

Se da un lato si continua ad aspettare qualche segnale postivo dalle istituzioni sulle condizioni lavorative della polizia penitenziaria e in generale sul mondo delle forze armate e degli uomini in divisa in termini di stipendi, pensioni, competenze e specificità, dall’altra ci si muove in autonomia, a piccoli passi, per migliorare la quotidianità degli stessi agenti.

 

Fonte: militariforum.it

Fonte: militariforum.it

È in questa ottica che è stato firmato un protocollo per le agevolazioni tariffarie nei trasporti pubblici regionali alle forze di polizia con il provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania Tommaso Contestabile e con Roberto Miele, vice comandante del Comando regionale del Corpo Forestale dello Stato.

 

Carabinieri, polizia e fiamme gialle avevano già firmato questo documento, che rappresenta per la regione campania un importante traguardo poichè favorisce la presenza riconoscibile del personale delle forze dell’ordine sui mezzi di trasporto pubblico locale.

Lo scopo è quello di aumentare la sicurezza dei passeggeri e del personale. Ma come si traduce la presenza delle forze di polizia all’interno dei mezzi pubblici? Ve lo riassumiamo di seguito:

 

1- prestare assistenza al personale viaggiante per identificare, su richiesta dei controllori, i viaggiatori sprovvisti di biglietto o con titolo di viaggio irregolare;

 

2- distribuirsi sulle diverse vetture e offrire adeguata collaborazione e competenza al personale e agli utenti nel caso di cui si verifichino situazioni di emergenza o si illegalità.

 

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Passi Avanti sì, Ma I problemi Rimangono

 

 

 

E’ il caso dell’istituto penitenziario di Novara, nel quale da diversi giorni si respira aria di tensione. La direzione del carcere tace, ma le proteste non si placano, così come non accenna a diminuire lo stato di agitazione dei circa 200 agenti di polizia penitenzaria associati ai sindacati di categoria Sinappe, Sappe, Osapp e Cisl Fns che da qualche giorno movimenta l’istituto penitenziario.

 

I motivi di questa sommossa sono imputabili tutti alla direzione del carcere, dalla quale però ad oggi non arriva alcuna dichiarazione di sorta in merito a questa situazione.

Il motivo del contentere è composto dai turni straordinari e dalle giornate extra. Dallo scorso 11 novembre i baschi blu attendono, come promesso, la convocazione del direttore per definire una nuova organizzazione del lavoro, poichè la denuncia delle sigle sindacali riguarda una “mala gestione del servizio del personale, con gravi parzialità e con coordinatori privi di ordini di servizi nel rispetto della normativa“. Ma dai vertici l’unica risposta che arriva è il silenzio. I sindacati inoltre sottolineano come la mancata risposta ai loro appelli sia conitnua e ripetuta nel tempo e che  “quando le repliche ci sono state, erano caratterizzate da superficialità ed incompletezza”.

 

 

 

Polizia Penitenziaria. Tra Speranze E Attese

 

 

 

La mia sfida è dare una svolta alle strutture penitenziarie. Un progetto che anche a livello europeo possa far guardare all’Italia come a un modello positivo“. Questo il primo buon proposito del neo capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria (Dap) il magistrato Santi Consolo, insediatosi lo scorso primo dicembre.

Il mio metodo è lavorare in squadra. Tutte le scelte devono essere condivise e portate avanti con entusiasmo. Ciascuno dovrà avere dei compiti specifici per raggiungere risultati. Solo così si possono cambiare le cose” .

Forse è il caso che passi il concetto aisuoi sottoposti.

 

 

 

Fonte: lastampa / salernonotizie / poliziapenitenziaria

 

 

Valentina Stipa

 

 

 

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mar, dic 16, 2014  Valentina
Vigili Del Fuoco. Santa Barbara, Pensaci Tu!
5 (100%) 1 Vota Questo Articolo

 

Fonte: tuttoggi.info

Fonte: tuttoggi.info

Anche quest’anno si  è svolto il valzer delle autorità durante le celebrazioni di Santa Barbara in onore dei vigili del fuoco: “il popolo vi sente molto vicini, perché c’è un qualcosa che voi possedete, un patrimonio immateriale, mai messo in discussione, che è la fiducia dei cittadini. Vi ringrazio perché avete lasciato inalterato questo patrimonio, anzi lo avete consolidato”.

Queste le parole di ringraziamento del ministro Alfano, pronunciate alla presenza del capo del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, Gioacchino Giomi, del vice capo dipartimento Carlo Boffi e del comandante provinciale di Roma Marco Ghimenti.

 

Particolare encomio poi per tutte quelle attività di prevenzione, oltre che di azione, che fanno dei vigili del fuoco uno dei fiori all’occhiello del nostro patrimonio in divisa. Niente di più e niente di meno di ciò che accade ogni anno in questo giorno.

 

La differenza però rispetto agli altri anni c’è eccome. E si chiama Legge di Stabilità 2015 che rende tutto più amaro e se si può anche maggiormente fittizio.

 

 

Vigili Del Fuoco. Il Punto Sui Tagli

 

 

 

Facciamo un attimo il punto sui tagli previsti per il prossimo anno da questa scure chiamata legge di stabilità. Oltre ai circa 276 uffici della polizia che verranno accorpati o chiusi, ci sono una serie di tagli ingenti degni di essere ricordati:

 

- 74 milioni per ordine pubblico e sicurezza

 

- 43 milioni per missione e tutela ordine pubblico

 

- 32 milioni per coordinamento o pianificazione tra forze di polizia

 

– 17 milioni per il soccorso civile ovvero per i Vigili del fuoco

 

– 102 milioni per la giustizia

 

– 36 milioni per l’amministrazione degli istituti penitenziari

 

La lista sarebbe ancora lunga, ma fermiamoci qui. “Siamo l’unico esempio al mondo di come si possono sprecare ingenti risorse economiche per mantenere un apparato di sicurezza dei cittadini chiudendo importanti presidi di sicurezza su tutto il territorio nazionale” commenta Marco Ferraglioni, sottosegretario ombra del pres. Consiglio per la sicurezza dalle pagine del settimanale La Discussione.

Francamente non rimane molto altro da aggiungere.

 

 

 

 

Fonte: vigilfuoco / conapo

 

 

 

 

 

Valentina Stipa

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